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EVVIVA LA SCUOLA !!

VIVA LA SCUOLA1

E’ bello andare a scuola

e sapete perchè?

Lì cresco coi compagni

e loro insieme a me.

 

BAMBINI

A scuola noi facciamo

scoperte affascinanti,

le cose che impariamo

sono proprio interessanti.

 

 SCOPERTE

Io amo la mia scuola

per le mie maestre,

che sanno essere scherzose

e sanno essere se stesse.

Io leggo nei loro occhi

una grande passione

per tutti i loro alunni

e per la loro professione.

Non perdono l’occasione

per lodare i miei successi,

invece quando sbaglio

evidenziano i progressi.

 

 Young Boy Being Tutored by His Teacher

 

Io nella mia scuola

esprimo i miei pensieri

e forse anche per questo

ci vado volentieri.

Insieme alla grammatica

a storia e geografia,

c’è posto per parlare

e per fare poesia.

 

Siamo noi che decidiamo

molte cose che facciamo,

ci vien chiesta un’opinione

poi scegliamo a votazione.

BAMBINI1

Perchè ciò che piace a noi

conta per la mia maestra

ed allora questa scuola

la sentiamo proprio nostra.

BAMBINI2

A volte sono a casa

e mi mancano i compagni

e penso sarà bello

ritrovarsi in mezzo ai banchi.

 

Perciò lo devo dire,

anzi lo voglio gridare.

io amo la mia scuola

e ci voglio proprio andare!

 

ENTRATA BAMBINI SCUOLA

maestra Pamela

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I VERBI

I verbi indicano le azioni compiute

da persone, animali, cose.

I verbi sono indispensabili per costruire una frase.

Infatti una frase deve contenere almeno due elementi:

il soggetto (che è la persona, l’animale o la cosa che compie un’azione)

e il verbo (l’azione compiuta dal soggetto).

Esempio: Il gatto dorme.

CHI?   Il gatto.

CHE AZIONE COMPIE?  Dorme.

gatto-che-dorme

 SONO VERBI:

 

BALLARE

 BALLARE

CORRERE

 CORRERE

GIOCARE

GIOCARE

NUOTARE

 NUOTARE

SALTARE

SALTARE

 

SACCO ROSSO VERBI

Le azioni indicate dai verbi possono avvenire in tempi diversi,

cioè possono essere presentipassate future.

ESEMPIO:

PASSATO: Ieri ho giocato.

PRESENTE: (Adesso) Io gioco.

FUTURO: Domani giocherò.

 NOTA BENE: nella frase “Ieri ho giocato“, ho è voce del verbo avere e aiuta a formare il tempo passato.

Infatti in questo caso AVERE = AVER COMPIUTO UN’AZIONE.

LE TRE CONIUGAZIONI

I verbi possono terminare in

-are (come mangiare),

-ere (come correre),

-ire (come dormire).

I verbi che terminano in -are appartengono alla prima coniugazione.

I verbi che terminano in -ere appartengono alla seconda coniugazione.

I verbi che terminano in -ire appartengono alla terza coniugazione.

I verbi essere e avere si declinano secondo una coniugazione propria.

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ALCUNI ESERCIZI ON-LINE SUI VERBI

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ABBASSO LA SCUOLA !

ABBASSO LA SCUOLA

 

La scuola non mi piace,

io mi ci sento in gabbia,

è meglio stare al mare

con i piedi nella sabbia.

 

Se il mio parere conta,

domani non andrei,

vorrei restare a casa

e giocare con la play.

 

Peccato che i miei nonni

mi han detto proprio ieri

che se non vai da solo

vai coi Carabinieri.

 

CARABINIERI

 

Va bene, allora vado,

vista la situazione,

aspetterò tranquillo

l’amata ricreazione.

 

Per me nella mia scuola

se c’è una cosa bella

è il suono più gioioso

dell’ultima campanella.

GIOIA

Perciò rimango sempre

della mia opinione:

la scuola non è stata

una bella invenzione.

 

Anzi vorrei sapere

chi è che l’ha inventata

per dargli finalmente

una bella sculacciata!!

BAMBINO DUBBIOSO

maestra Pamela

0

IL TESTO NARRATIVO

TESTO NARRATIVO

 

CHE COS’E’

E’ un testo che racconta un’esperienza personale dello scrittore oppure la storia e le avventure di personaggi reali o fantastici.

Sono testi narrativi i racconti, i romanzi, le favole, le fiabe ecc.

ELEMENTI ESSENZIALI DELLA NARRAZIONE

  1. I PERSONAGGI che possono essere, oltre al protagonista e ad altri personaggi secondari:
  • l’antagonista (personaggio che intralcia il protagonista)
  • l’aiutante (personaggio che aiuta il protagonista)
  • l’oppositore (personaggio alleato dell’antagonista)
  1. LE AZIONI CHE COMPIONO
  2. I LUOGHI IN CUI SI SVOLGONO LE VICENDE
  3. IL TEMPO DURANTE IL QUALE SI SVOLGONO LE AZIONI

COME E’ COMPOSTO

TITOLO

Dal titolo chi legge può capire ciò di cui parla il testo.

INTRODUZIONE

L’introduzione contiene le informazioni che permettono al lettore di orientare la propria attenzione sull’argomento centrale del testo.

Vengono indicati:

– il protagonista (o i protagonisti) del racconto  di cui possono essere descritti l’aspetto fisico e la personalità in modo più o meno preciso;

– il tempo in cui avvengono i fatti narrati;

– lo spazio in cui si svolge la vicenda (la descrizione degli spazi contribuisce molto a creare una certa atmosfera e spesso caratterizza i personaggi).

SVOLGIMENTO

E’ la situazione centrale nella quale vengono narrati i fatti del racconto secondo un ordine logico e temporale.

Ciò vuol dire che i fatti della narrazione sono legati da un rapporto di causa (si evidenziano fatti e conseguenze) e si susseguono seguendo un ordine cronologico.

Per esprimere la successione temporale degli eventi puoi usare espressioni come:

IN UN PRIMO TEMPO, INIZIALMENTE, PRIMA, ALL’INIZIO

POI, IN SEGUITO, DOPO, ALLORA, IN UN SECONDO MOMENTO,

SUCCESSIVAMENTE, QUALCHE TEMPO DOPO

INFINE, ALLA FINE

Per evidenziare i nessi logici tra i fatti puoi usare parole come:

PERCHE’, PERCIO’, QUINDI, DI CONSEGUENZA, INFATTI, DUNQUE, PERO’

Il testo è costituito da una serie di unità minime, aventi ciascuna un senso compiuto, chiamate sequenze.

In un testo narrativo possono essere presenti sequenze

  •  narrative (contengono un’azione)
  • riflessive (contengono una riflessione dei personaggi o dell’autore)
  • descrittive (contengono una descrizione di luoghi, personaggi ecc.)
  • dialogiche (occupate dai dialoghi dei personaggi).

Vengono espressi, inoltre, le emozioni e gli stati d’animo di chi narra o dei personaggi della storia.

CONCLUSIONE ( o SCIOGLIMENTO)

E’ la soluzione di tutta la vicenda.

E’ la parte finale del testo che spiega come si concludono gli eventi e può contenere una riflessione o un commento dello scrittore su ciò che ha narrato.

ola

CLICCA QUI SOTTO PER LEGGERE

LA FAVOLA DEL BRUTTO ANATROCCOLO COME

ESEMPIO DI TESTO NARRATIVO.

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IL BRUTTO ANATROCCOLO

IL BRUTTO ANATROCCOLO

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PAROLE CON LE DOPPIE

A VOLTE LA DOPPIA CAMBIA

COMPLETAMENTE

IL SIGNIFICATO DELLE PAROLE !

PAPA

PAPA

PAPPA

PAPPA

PANI

PANI

PANNI

PANNI

CANE

CANE

CANNE

CANNE

CAPELLI

CAPELLI

CAPPELLI

CAPPELLI

CASA

CASA

CASSA

CASSA

FARO

FARO

 

FARRO

FARRO

NOTE

NOTE

NOTTE

NOTTE

PALA

PALA

PALLA

PALLA

POLO

polo_nord

POLLO

POLLO

RISA

RISA

RISSA

RISSA

ROSA

ROSA

ROSSA

ROSSA1

SERA

SERA

SERRA

SERRA

SETE

SETE1

SETTE

 

SETTE

 

 

 

 TORI

 

TORI

TORRI

 

TORRI

 

MOLA

MOLA

MOLLA

MOLLA

PEPE

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PEPPE

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ATTENZIONE

NON si scrive la doppia in parole

che finiscono in zione :

stazione, vizio, emozione, eccezione,

attenzione, correzione, iniezione, azione

NON RADDOPPIANO LA Z !

 

FAI QUESTI ESERCIZI ON-LINE SULLE DOPPIE

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PAROLE CON “MB” E “MP”

In cambio di rombo

In cambio di rombho preso un rimbombo.

In cambio di rumbho preso una samba.

In cambio di bambola ho preso una tromba.

In cambio d’imbuto ho preso un sambuco.

In cambio di un’ombra ho preso un ombrello.

In cambio di trombho preso un tombino.

In cambio di bombho preso un bambino.

Roberto Piumini

DIVERTITI A FARE ESERCIZI SULLE PAROLE CHE CONTENGONO

mb-e-mp

COMPLETA LE PAROLE CON MB O MP

MB O MP ?

SE VUOI FARE L’ESERCIZIO SCRIVENDO STAMPA LA SCHEDA IN PDF

MB O MP ?

FAI ANCHE IL CRUCIVERBA DI PAROLE CON MB – MP

CRUCIVERBA CON MB -MP

SMILE OCCHIOLINO

ECCO QUI ALTRI BELLISSIMI GIOCHI DA SVOLGERE ON LINE CHE DANNO SUBITO LA POSSIBILITA’ DI VERIFICARE L’ERRORE E CORREGGERLO.

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ESERCIZIO N° 1

ESERCIZIO N° 2

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R1 I1 C1O1R1D1A1

DAVANTI A

  B1   E    P1

DEVI SEMPRE METTERE LA

mmm

0

GLI ARTICOLI

FORMICA1COLOMBA

 

LA FORMICA E LA COLOMBA

Una formica era assetata e si avvicinò alla riva di un ruscello, ma un‘onda fece cadere la poverina nell’acqua.
Una colomba che passava portando un ramoscello nel becco, vide la formica in pericolo e le lanciò il ramoscello. La formica si aggrappò e fu salva.
Qualche tempo dopo, un cacciatore stava per catturare la colomba nella sua rete. La formica se ne accorse e morse la gamba del cacciatore che sussultò e lasciò cadere la rete dalle mani. La colomba ne approfittò e aprendo le ali volò via.

 

R ICORDA

Le parole evidenziate nel testo sono articoli.

Gli ARTICOLI DETERMINATIVI sono:

il, lo, la , i, gli, le

Essi indicano un elemento preciso e non uno qualsiasi.

RICORDA

Lo e la vogliono l’apostrofo davanti ai nomi che iniziano per vocale: l’uomo, l’aria, l’elefante…

Gli ARTICOLI INDETERMINATIVI sono:

un, uno, una

Essi indicano una cosa qualsiasi.

RICORDA

Una diventa un’ davanti ai nomi femminili che iniziano per vocale: un’ape.

L’articolo maschile, invece, non ha mai l’apostrofo: un elefante.

ESERCIZIO

Completa il testo con gli articoli.

– Nel parco giochi ci sono___scivoli e ___altalene.

– ___mamma non mette mai___zucchero nel caffè.

– Adoro mangiare___gnocchi con___sugo.

– Marco possiede___cane e___scoiattolo.

– Nei paesi di montagna ci sono___case con___tetti spioventi.

– ___sorella di Gennaro è___campionessa di nuoto sincronizzato.

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smile

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ARCOBALENO

ARCOBALENO7

Dolce tesoro

della mia vita

a volte tutto

sembra in salita

salita

e non è facile diventar grandi,

far sempre i bravi

e sentirsi importanti.

 

Ci sono cose che tu non sai fare

non te ne devi preoccupare,

ci vuole tempo per imparare

ed è tantissimo

quel che sai fare.

 BAMBINO TRISTE

Non essere triste,

fammi un sorriso,

vedrai che il mondo

non è così grigio

e non esiste niente di uguale:

ciascuno è diverso

ma è sempre speciale.

 bambini_mondo_N

Il mondo ha bisogno

di tutti i colori

di quelli più chiari

e di quelli più scuri.

In fondo immagina

un arcobaleno

soltanto bianco

o soltanto nero,

come potrebbe la gente capire

che dopo la pioggia

vien sempre il sereno.

 ARCOBALENO1

E non c’è proprio nessuna fretta

per correr veloci con la bicicletta,

BAMBINO BICICLETTA1

così anche il resto

verrà piano piano,

tu stai tranquillo

e dammi la mano.

padre-e-figlio1

maestra Pamela

1

PIPPI CALZELUNGHE

PIPPI%20CALZELUNGHE

LEGGERE E COMPRENDERE

QUANDO LEGGI UN TESTO COME QUELLO QUI SOTTO RIPORTATO RICORDATI CHE:

– SE VEDI UNA VIRGOLA, DEVI FERMARTI UN ATTIMO

– SE VEDI UN PUNTO, FERMATI UN PO’ PIU’ A LUNGO, VUOL DIRE CHE LA FRASE E’ FINITA.

– SE TROVI PAROLE DI CUI NON CONOSCI IL SIGNIFICATO, CERCA DI SCOPRIRLO, ALTRIMENTI RISCHI DI NON CAPIRE COSA VUOLE COMUNICARTI IL TESTO CHE STAI LEGGENDO.

PER ESEMPIO:

RIGIDO = E’ UN AGGETTIVO (QUALITA’) E SIGNIFICA DURO, INDEFORMABILE, NON FACILMENTE PIEGABILE.

LENTIGGINI = E’ UN NOME CHE INDICA LE PARTICOLARI MACCHIOLINE SULLA PELLE CHE SPESSO HANNO LE PERSONE CON I CAPELLI ROSSI.

ORIGINALE = E’ UN AGGETTIVO (QUALITA’) E SIGNIFICA DIVERSO DAL SOLITO, STRANO, STRAVAGANTE.

CALZARE = E’ UN VERBO (AZIONE) E SIGNIFICA INDOSSARE, RIFERITO SOPRATTUTTO ALLE SCARPE (CHE SI CHIAMANO INFATTI ANCHE CALZATURE).

PIPPI

“Pippi era davvero una bambina straordinaria.

I suoi capelli color carota erano stretti in due treccioline rigide che se ne stavano ritte in fuori, il naso pareva una patatina ed era tutto spruzzato di lentiggini.

E sotto il naso s’apriva una bocca decisamente grande, con una fila di denti bianchissimi e forti.

Originale era il suo vestito.

Pippi se l’era cucito da sola.

Veramente la sua idea sarebbe stata di farlo blu, ma poi, non bastandole la stoffa, era stata costretta ad applicarvi qua e là delle toppe rosse.

Un paio di calze lunghe, una color marrone e l’altra nera, le copriva le gambe magre.

Infine non bisogna dimenticare le sue scarpe nere, lunghe esattamente il doppio dei piedi: gliele aveva comperate il suo papà nel Sud America, grandi così perché i piedi di Pippi potessero crescervi a loro agio, e lei non aveva mai voluto calzarne altre.”

(A. Lindgren, Pippi Calzelunghe, Salani)

 

SCARPE

ECCO UN VIDEO DI “PIPPI CALZALUNGHE” NEL QUALE POTETE VERIFICARE LA CORRISPONDENZA ALLA DESCRIZIONE SOPRA RIPORTATA.

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