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LEGGERE UN’IMMAGINE – “RITORNO DAL BOSCO” DI GIOVANNI SEGANTINI

Risultati immagini per RITORNO DAL BOSCO SEGANTINI

TITOLO: Ritorno dal bosco

DATA: 1890

AUTORE: Giovanni Segantini

TECNICA: olio su tela

DIMENSIONI: 64,5 x 95,5 cm

VIDEO: ANALISI DELL’OPERA “RITORNO DAL BOSCO”

DI GIOVANNI SEGANTINI

Il pittore Giovanni Segantini, autore di questo dipinto, è stato definito in maniera senza dubbio riduttiva “pittore della montagna”, perché i paesaggi montani sono stati oggetto di molte sue rappresentazioni.

In realtà nelle sue opere non c’è solo una descrizione delle Alpi. Egli ha restituito alla luce delle montagne un significato simbolico, un linguaggio visivo che esprime la dimensione sacra della natura.

Nei quadri di Segantini trovano rappresentazione gli abitanti delle montagne a contatto con una natura incontaminata, che è materna generatrice di vita ma a volte anche avara nell’elargire i suoi doni.

Pastori e contadini, sono umili personaggi alle prese con con la fatica quotidiana pur se in mezzo alla meraviglia del creato. Ora al lavoro sotto il sole cocente, ora tra le nevi e il freddo.

Sono personaggi apparentemente estranei al nostro mondo, pervaso dalla tecnologia e dai benefici del progresso, eppure incredibilmente attuali nel loro valore simbolico: sono esseri umani, tesi tra il mondo materiale e il divino, tra la quotidianità del lavoro e il rapporto con la natura, che dona momenti positivi e momenti difficili.

Nel dipinto in questione, la donna, ritratta di spalle e vestita in abiti scuri, trascina una pesante slitta verso il villaggio. Il carico di legna assume in primo piano una forma contorta, come a significare la non lineare vita delle persone, che per ogni beneficio affrontano dei costi e dei sacrifici.  

La postura inclinata in avanti mostra la fatica del lavoro in un cammino che conduce dalla foresta all’abitato, due luoghi simbolicamente opposti.

L’atmosfera rimanda alle ultime luci che precedono il tramonto.

La neve riflette il chiarore del cielo. Il percorso verso il villaggio è tracciato in diagonale.

Un percorso già tracciato all’andata, un viaggio fatto anche da altre persone, in un andare e tornare dalla foresta al paese, dall’uomo alla natura e dalla natura all’uomo.

Le case illuminate dal fuoco dei camini si pongono in secondo piano, a ridosso dello sfondo costituito dalle montagne che si stagliano contro il cielo invernale che precede il crepuscolo.

I colori sono accostati puri sulla tela e a piccoli tratti, per rappresentare il vero attraverso gli effetti della luce, esaltando la luminosità della composizione, secondo la tecnica divisionista.

Guardando questo dipinto, pare di sentire il rumore ovattato della slitta che scivola sul tracciato, l’odore del freddo invernale, il silenzio della neve.

Potrebbe essere una nonna, in cammino verso la famiglia che si riscalda al fuoco del camino, nelle piccole umili case della montagna. La montagna della gente che vive un inverno freddo, ma ad un passo dal cielo. 

 

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LA NASCITA DELLA VITA SULLA TERRA.

Secondo gli scienziati, i pianeti e le stelle hanno avuto origine da una fortissima esplosione detta Big Bang, avvenuta circa 14 miliardi di anni fa.

Inizialmente la Terra era una massa di materia incandescente. Lentamente la superficie esterna si è raffreddata ed è divenuta solida. Così si è formata la crosta terrestre.

Sotto un sottile strato solido, la materia liquida ed incandescente premeva sulla parte esterna, provocando numerose spaccature della crosta terrestre. Queste spaccature, dalle quali fuoriesce il magma, sono i vulcani.

I vulcani producevano enormi quantità di vapore e gas. Si formarono quindi spessi strati di nubi, che raffreddandosi dettero origine a piogge durate molto a lungo.

Da queste piogge sono nati sulla Terra i mari e gli oceani, che colmarono le cavità presenti sulla crosta terrestre.

Sulla Terra non era ancora possibile la nascita di alcuna forma di vita, non solo a causa dell’altissima temperatura, ma anche perché l’aria era irrespirabile, essendo priva di ossigeno.

Per questo motivo la vita si è sviluppata nell’acqua, dove al contrario, erano presenti gli elementi indispensabili per favorirla.

Comparvero inizialmente esseri unicellulari, microrganismi e batteri, che erano strutturalmente molto semplici.

Col passare del tempo si trasformarono in organismi sempre più complessi, come alghe, meduse, spugne e molluschi.

Le alghe producevano ossigeno e facilitarono lo sviluppo di nuove forme di vita.

 

Intorno a 500 milioni di anni fa, nacquero i primi esseri vertebrati, cioè aventi una struttura ossea: i pesci.

Intanto l’aria si arricchiva sempre più di ossigeno grazie al processo di fotosintesi eseguito dalle alghe.

Le prime piante conquistarono la Terra, e si diffusero fino a formare enormi foreste di felci giganti e di alberi di conifere alti fino a dieci metri.

Ma come si è diffusa la vita degli animali sulla crosta terrestre?

Avvenne  una grande svolta evolutiva: in alcuni vertebrati comparvero dei mutamenti che li avrebbero resi capaci di vivere sulla terraferma.

Dai pesci si formarono gli anfibi: i primi vertebrati terrestri.

Questi potevano infatti vivere anche sulla terra, ma dovevano tornare in acqua per riprodursi.

I primi vertebrati in grado di vivere esclusivamente sulla terra furono i rettili.

I rettili comparvero verso la fine dell’era primaria ed ebbero diffusione ovunque.

I dinosauri sono un gruppo di  rettili molto diversificati comparsi durante il Triassico superiore (circa 230 milioni di anni fa) che dominarono il pianeta fino alla fine del Cretaceo (circa 65 milioni di anni fa).

Alcuni tipi di dinosauri potevano vivere sulla terra.

Alcuni erano carnivori,                    altri erbivori.       

Esistevano specie di dinosauri che vivevano in acqua.

Altri ancora, in grado di volare, sono gli antenati degli uccelli, originari del Giurassico e derivanti dal gruppo dei teropodi.

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STORIA DEL PIANETA TERRA

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EVOLUZIONE DELLA VITA SULLA TERRA

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Autore:  Vincent Van Gogh

Titolo:  La camera di Vincent ad Arles

Data: 1888

Tecnica:  olio su tela

Dimensioni:  cm 72×90

Ubicazione:  Amsterdam, Van Gogh Museum

« Ho fatto […] un quadro della mia stanza, con i mobili in legno bianco come sapete. Ebbene mi è piaciuta molto l’idea di dipingere un interno con quasi niente dentro, di una semplicità alla Seurat »

(Lettera a Paul Gauguin, Arles, ottobre 1888)

Vincent Van Gogh, pittore di origine olandese, iniziò a dipingere da autodidatta all’età di quasi ventisette anni.

Nel 1886 lasciò l’Olanda e giunse a Parigi.

Grazie al fratello Theo, mercante d’arte, conobbe i lavori degli impressionisti.

Iniziò a dipingere nuovi soggetti en plein air e il colore divenne il vero protagonista del quadro.

Trascorse gli ultimi anni della sua vita nel Sud della Francia, dove si era trasferito in cerca di un’atmosfera più luminosa per dipingere.

Condusse una vita solitaria, lavorando incessantemente e senza ricevere riconoscimenti per i suoi lavori, divenuti immortali solo dopo la sua scomparsa. 

La Camera da letto è un dipinto del 1888, conservato al Van Gogh Museum di Amsterdam.

Il dipinto mostra la camera da letto del pittore, nella Casa Gialla di Arles, dipinta in attesa dell’arrivo di Paul Gauguin, amico dell’artista.

Lo replicherà due volte durante la reclusione nell’ospedale psichiatrico, facendone un simbolo di pienezza vitale ormai perduta.

La sedia di Van Gogh nella realtà era di legno bianco, ma lui la dipinge in giallo, poiché il giallo è il colore del sole, del calore, della felicità.

L’accordo tra le tinte dell’ocra e dell’azzurro mirano a dare un senso di tranquillità e di raccoglimento, rinforzati dalla figurazione pittorica che si sofferma sul grande letto e sui pochi oggetti nella stanza, rivolti verso l’interno a comunicare un senso di protezione.

Il colore applicato con stesura levigata, contribuisce a creare l’atmosfera di serenità e pace, e si distingue dalle pennellate spesse e pastose, stese a tocchi brevi ed energici che per sempre identificheranno l’arte di van Gogh.

La descrizione dell’ambiente è meticolosa: a destra c’è il letto ripreso dai piedi, sulla parete accanto al quale sono appesi quattro quadri su due ordini: quelli in basso sono sommari e sintetici, quelli in alto sono identificabili in un autoritratto, ed un ritratto del postino Joseph Roulin.

I pochi oggetti personali, le salviette appese, la coperta rossa, la brocca sul tavolo, conferiscono all’immagine un senso di ordine e di semplicità.

Le pareti e il pavimento sembrano comunque inclinati verso sinistra, dando all’osservatore una sensazione di scivolamento che contrasta con l’idea di tranquillità espressa dall’immagine nel suo insieme.

GUARDA IL VIDEO

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LA CAMERA DI VAN GOGH AD ARLES

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STAMPA E COLORA

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LA CAMERA DI VINCENT AD ARLES

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IL SISTEMA SOLARE

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Il sistema solare è formato dal Sole, una stella, e da una varietà di corpi celesti che orbitano intorno ad esso a causa della sua forza di gravità.

Il Sole è al centro del sistema solare.

I corpi celesti che fanno parte del sistema solare sono pianeti, satelliti, asteroidi, comete, polveri e gas interplanetari.

I pianeti sono otto, orbitano a diverse distanze dal Sole e sono, in ordine, Mercurio, Venere, Terra, Marte, Giove, Saturno, Urano, Nettuno.

Fino a qualche anno fa faceva parte del gruppo dei pianeti anche Plutone, che è stato poi classificato come “pianeta nano”.

Guarda il Sole, i pianeti, gli asteroidi e le comete in questa presentazione.

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IL SISTEMA SOLARE

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Guarda anche questo bellissimo planetario mobile.

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PLANETARIO MOBILE

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INTRODUZIONE ALLE QUATTRO OPERAZIONI

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La Khan Academy è un’organizzazione educativa senza scopo di lucro creata nel 2006 da Salman Khan, ingegnere statunitense originario del Bangladesh, che ha lo scopo di offrire servizi gratuiti per l’istruzione e lapprendimento a distanza.

Le lezioni, tramite video, sono in lingua inglese, alcune sono state tradotte in italiano.

Propongo le lezioni di introduzione alle quattro operazioni: addizione, sottrazione moltiplicazione e sottrazione.

INTRODUZIONE ALLA ADDIZIONE
INTRODUZIONE ALLA SOTTRAZIONE
INTRODUZIONE ALLA MOLTIPLICAZIONE
L’IDEA DI DIVISIONE