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PREPARIAMOCI ALL’INVALSI – ITALIANO CLASSE SECONDA -1-

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DIVISIONE IN SILLABE

CON H O SENZA H – “HAI”  O “AI”?

 

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IL CUBISMO

“Contentiamoci di far riflettere, non cerchiamo di convincere.”

Georges Braque

IL CUBISMO DI GEORGES BRAQUE – GALLERIA D’ARTE

 

Di solito quando si parla di CUBISMO si pensa a Picasso. Certamente è uno degli artisti più noti al mondo e tra i massimi esponenti dell’evoluzione cubista, ma non è del tutto vero che questa corrente artistica è iniziata con l’opera di Picasso. Pensiamo a Georges Braque. Quando espose nella prima personale alla galleria Kahnweiler di Parigi, alcune vedute dell’Estaque (una località vicino a Marsiglia), il critico Vauxcelles, vedendole, usò l’espressione “bizzarrie cubiche”. Si stava già assistendo ad una scomposizione del tessuto pittorico in una serie di tessere giustapposte.

In un primo tempo Braque aveva aderito alla corrente dei fauves , affascinato dai forti contrasti lineari e cromatici della loro pittura, ma è Paul Cézanne, nell’ultima fase della sua lunga attività pittorica, a dare impulso alle idee di Braque e Picasso, allontanandoli dalla figurazione tradizionale e proponendo la tendenza a rappresentare gli oggetti come se fossero osservati da più punti di vista contemporaneamente. Attraverso il colore le figure venivano ricondotte a forme geometriche essenziali come il cono, il cilindro, la sfera.

In natura tutto è modellato secondo tre moduli fondamentali: la sfera, il cono e il cilindro. Bisogna imparare a dipingere queste semplicissime figure, poi si potrà fare tutto ciò che si vuole.” Paul Cézanne.

                                 “Il lago di Annecy” Paul Cèzanne.                                                                                             Risultati immagini per CEZANNE ILLAGODI ANNECY

Risultati immagini per ritratto di ambroise vollard  “Ritratto di Ambroise Vollard” Pablo Picasso                    

Ponendoci di fronte alla raffigurazione che Picasso fece del proprio gallerista, ci troviamo davanti ad una netta rottura con i canoni della ritrattistica allora in voga. La figura è riconoscibile ma sottoposta ad un processo di geometrizzazione. L’immagine appare scomposta in molte parti successivamente riassemblate liberamente. Si assiste ad un intersecarsi di piani e superfici che tuttavia non impedisce la percezione della figura e persino dell’espressione del viso. Concretezza e astrazione sembrano fuse in opere che i primi critici tra i quali Henri Matisse, definivano “ridotte a piccoli cubi”.

Da qui il nome CUBISMO. Nell’opera di Georges Braque “Case all’Estaque” (vedi galleria d’arte) viene portato alle estreme conseguenze il modello geometrico-strutturale di Cézanne. Quest’ultimo, nella tela “Il lago di Annecy” aveva disposto larghe pennellate di colore come tessere di un puzzle. In entrambe le figure un albero è posto in primo piano, ma nell’opera di Braque un vero e proprio mosaico di tessere traduce l’intero paesaggio in poche forme regolari e solide . In “Case all’Estaque” e “Alberi all’Estaque” (vedi galleria d’arte) è subentrato nel modo di rapportarsi a Cézanne un mutamento sostanziale. La gamma di colori utilizzati si riduce, il cielo e il vuoto sono del tutto aboliti. Campeggiano forme geometriche mentre gli unici elementi curvilinei sono presenti nei tronchi dell’albero, con l’esito di accentuare maggiormente il montaggio ascensionale dei solidi geometrici.

Si può suddividere il Cubismo in tre momenti tra loro distinti e successivi:

  • una fase iniziale dipendente dalle ricerche di Cézanne e caratterizzata da una forte semplificazione delle forme;
  • una fase analitica nella quale l’oggetto viene analizzato e mostrato nei suoi molteplici aspetti;
  • una fase matura (detta sintetica) nella quale gli artisti recuperano l’unità dell’oggetto rappresentandolo non in maniera naturalistica, ma secondo processi mentali più che visivi.

Durante la fase analitica (1909/10 – 1912) i piani in cui sono scomposti gli oggetti si intersecano e si compenetrano fino ad annullarne la leggibilità. Osservando tra le altre “Violino” (vedi galleria d’arte), si vede che l’oggetto rappresentato non è più riconoscibile per la sua sagoma, praticamente scomparsa, ma attraverso simboli della scrittura musicale. Le opere di questo periodo sono spesso dominate da tonalità che non hanno alcun riferimento ai colori reali degli oggetti raffigurati.

A partire dal 1912, la pittura cubista subisce una profonda trasformazione: i quadri diventano di nuovo leggibili. Nell’opera “Donna con chitarra” (vedi galleria d’arte) viene ripresa la figura umana che suona uno strumento, già presente nel cubismo analitico, ma la figura è chiaramente riconoscibile e si riduce la molteplicità dei punti di vista, i piani si dilatano e si semplificano, le citazioni oggettuali sono immediatamente comprensibili. Braque elabora il contrasto di bianchi, bruni e neri e lo schema a ventaglio.

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ESERCIZIO ON LINE DI ITALIANO- AGGETTIVO O PRONOME INTERROGATIVO?

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I pronomi e gli aggettivi interrogativi si usano per porre una domanda o per esprimere un dubbio relativamente alla :

QUALITA’ ⇒ quali sport preferisci?

IDENTITA’ ⇒  che cosa è l’hockey? E’ uno sport sul ghiaccio?

QUANTITA’ ⇒  quanti sport hai praticato?

CHI? CHE? CHE COSA? QUALE? QUALI? QUANTA? QUANTE? QUANTI? 

TUTTI GLI AGGETTIVI E PRONOMI INTERROGATIVI

SONO ANCHE AGGETTIVI E PRONOMI ESCLAMATIVI.

(Chi si vede! Che brutto tempo! Che cosa dici! Quanta gente! Quante zanzare! Quale onore!…)

In questo esercizio dovrai scegliere tra aggettivo e pronome interrogativo.

Ricordati che l’aggettivo accompagna sempre un nome!

FRECCIA GIU'

AGGETTIVO O PRONOME INTERROGATIVO?
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LA POP ART

Derivato dalla contrazione della definizione inglese Popular art (arte popolare), il nome di questa tendenza designa una duplice esperienza, sviluppatasi prima in Gran Bretagna alla metà degli anni cinquanta e in seguito negli Stati Uniti. Il grande successo di questa corrente si lega però agli anni della sua diffusione oltreoceano, dove, più che in ogni altro luogo del mondo, l’arte poté incarnare il mito e il sogno della società del benessere per tutti. Ispirandosi ai linguaggi della comunicazione di massa (cinema, televisione, manifesti pubblicitari, fumetti e rotocalchi) la Pop Art cominciò a proporre come proprio esclusivo soggetto il mondo degli oggetti di consumo, prodotti in serie dall’industria, promossi dalle réclame ed esposti nei supermercati, che vennero elevati al rango di opera d’arte in quanto simboli per eccellenza della società contemporanea.

Andy Warhol, con un passato da vetrinista e illustratore commerciale, approdò ad un linguaggio estetico in cui, bandita ogni impronta personale, si conferiva all’opera un’assoluta neutralità comunicativa. A tal fine Warhol adottò tecniche di produzione industriale dell’immagine e inventò la cosiddetta Factory, vera e propria officina dell’arte, che diede alla luce creazioni industriali di immagini i cui protagonisti erano i beni di largo consumo. Egli non inventava, ma riproduceva all’infinito le cose che facevano parte della cultura americana contemporanea. Nella maggior parte delle immagini di Warhol l’oggetto di consumo è ripetuto più volte. La ripetizione rispecchia la sua natura di prodotto industriale, realizzato in serie, esposto sugli scaffali dei supermercati e proposto dall’invadenza visiva dei messaggi pubblicitari.

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Alle stessa stregua l’artista trattò anche i volti dei protagonisti dello star system, come Marilyn  Monroe ed Elvis Presley.

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A partire dal 1962 Andy Warhol realizzò una serie di opere dedicate a Marilyn Monroe, l’attrice americana morta proprio quell’anno e divenuta una dei miti del cinema americano. L’autore utilizza la stessa fotografia che ritrae Marilyn sorridente e la ripete più volte rielaborandola solo dal punto di vista cromatico. La ripetizione e moltiplicazione dell’immagine sembra annullare l’identità e la personalità del soggetto ritratto e lo accomuna a uno dei tanti prodotti inscatolati che si trovano sugli scaffali dei supermercati, pronti per essere consumati. Anche il procedimento meccanico della fotoserigrafia, utilizzato per la sua realizzazione e ben diverso dalla pratica manuale della pittura, contribuisce a creare un’immagine stereotipata e distaccata.

La fotografia utilizzata da Warhol era stata realizzata alcuni anni prima per pubblicizzare un film di Marilyn. L’artista restringe l’inquadratura mettendo in primissimo piano il volto e lo colora con tinte innaturali stese in modo piatto, con l’esito di annullare ogni effetto tridimensionale dell’immagine. Tuttavia i cambiamenti di colore mettono in evidenza ogni volta elementi diversi del ritratto: i capelli, gli occhi, la bocca, dando vita a immagini che comunicano allo spettatore impressioni differenti.

VIDEO

ANDY WARHOL – MARILYN – TRECCANI

 

Siti web che permettono di creare un disegno o una fotografia alla maniera di Andy Warhol.

Se vuoi creare un ritratto pop art personalizzando anche i colori clicca sotto

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CREA UN RITRATTO POP ART

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ESERCIZIO DI ITALIANO ON LINE – AGGETTIVI COMPARATIVI E SUPERLATIVI

Mappa tratte da http://www.studioinmappa.it/

Utilizzando la mappa sotto riportata ho inserito dei video in corrispondenza delle diverse categorie di aggettivi.

Vai sull’immagine della mappa e clicca sulle lettere dell’alfabeto per vedere i video.

GLI AGGETTIVI QUALIFICATIVI DI GRADO POSITIVO, SUPERLATIVO E COMPARATIVO

PER SCARICARE LA MAPPA IN PDF CLICCA QUI

ESERCIZIO

GLI AGGETTIVI COMPARATIVI E SUPERLATIVI

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ESERCIZIO DI ITALIANO ON LINE – L’AGGETTIVO E IL PRONOME INDEFINITO

L’aggettivo è la parte variabile del discorso che accompagna un nome per meglio determinarlo. Esso concorda nel genere e nel numero con il nome a cui si riferisce.

In particolare, gli aggettivi indefiniti esprimono quantità o identità indeterminate che si riferiscono al nome che segue.

Il pronome è la parte variabile del discorso che si usa per sostituire i nomi. Pronome significa letteralmente “al posto del nome”. Siccome la loro funzione fondamentale è quella di sostituire il nome, vengono anche definiti sostituenti.

I pronomi indefiniti forniscono indicazioni generiche circa la quantità o l’identità della persona, dell’animale o della cosa espressi dal nome che sostituiscono.

Nella seguente tabella riportiamo gli indefiniti usati sia come aggettivi sia come pronomi:

maschile-singolare femminile-singolare maschile-plurale femminile-plurale
alcuno alcuna alcuni alcune
altro altra altri altre
certo certa certi certe
ciascuno ciascuna    
diverso diversa diversi diverse
molto molta molti molte
nessuno nessuna  
parecchio parecchia parecchi parecchie
poco poca pochi poche
tale tale tali tali
tanto tanta tanti tante
troppo troppa troppi troppe
tutto tutta tutti tutte
vario varia vari varie
Gli indefiniti costituiscono un ampio gruppo di aggettivi e di pronomi, che hanno in comune la caratteristica di accompagnare o di sostituire un nome senza determinarne la quantità, la qualità o l’identità.

Alcuni indefiniti hanno esclusivamente la funzione di pronomi: qualcuno/qualcuna, qualcosa, uno/una, alcunché, chiunque, ognuno/ognuna, niente, nulla, chicchessia, certuni.

AGGETTIVO O PRONOME INDEFINITO?

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ESERCIZIO DI ITALIANO ON LINE – “MATILDE” DI ROALD DAHL – LETTURA E COMPRENSIONE

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I padri e le madri sono tipi strani: anche se il figlio è il più orribile moccioso che si possa immaginare, sono convinti che si tratti di un bambino stupendo. Niente di male: il mondo è fatto così. Ma quando dei genitori cominciano a spiegarci che il loro orrendo pargolo è un autentico genio, viene proprio da urlare: – Presto, una bacinella! Ho una nausea tremenda! Pensate alle sofferenze degli insegnanti, costretti a sorbirsi le stupide vanterie di genitori orgogliosi; per fortuna possono vendicarsi al momento delle pagelle. Se fossi un insegnante, mi prenderei il gusto di qualche bella nota pungente. – Il vostro Massimiliano – scriverei, – è un totale disastro. Spero per voi che abbiate un’azienda di famiglia dove sistemarlo dopo gli studi, perché non riuscirebbe a trovare lavoro da nessun’altra parte. 

Oppure, se quel giorno fossi in preda a un estro poetico: – Strano ma vero: le cavallette hanno gli organi dell’udito ai lati dall’addome. Vostra figlia Vanessa, a giudicare da quel che ha imparato questo trimestre, non li ha da nessuna parte.

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TEST DI ITALIANO ON LINE – LETTURA E COMPRENSIONE DEL “GGG” DI ROALD DAHL

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IL RATTO

Sotto le coperte, Sofia attendeva. Più o meno dopo un minuto sollevò un angolo della coperta e sbirciò fuori. Per la seconda volta in quella notte il sangue le gelò nelle vene, volle gridare, ma dalla bocca non le uscì alcun suono. Là, alla finestra, stava l’enorme faccia del gigante, lunga, pallida e rugosa, incorniciata dalle tende, e i suoi neri occhi lampeggianti erano fissi sul letto di Sofia. Un istante più tardi una enorme mano dalle dita livide strisciò come un serpente sul davanzale. Continua a leggere