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L’INVERNO DI EDVARD MUNCH

Edvard Munch è conosciuto per il suo famoso dipinto “L’urlo”, ma ha anche dipinto bellissimi paesaggi e possiamo attraverso di essi apprezzare le qualità espressive che il pittore rivela, soprattutto nelle sue opere dei paesaggi invernali.

Il suo stile è semplificato, stilizzato e fluente, i suoi paesaggi catturano per la quieta bellezza, soprattutto nelle opere che ritraggono i paesaggi invernali notturni.

Essendo norvegese, la neve era una vista comune per Munch.

Si noti il suo personale modo di rappresentare gli alberi.

Con questi dipinti Munch ha veramente celebrato la magnificenza dell’inverno.

Guardiamo questo video con una galleria di dipinti di paesaggi invernali.

L’INVERNO DI EDVARD MUNCH

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IL MALESSERE ESISTENZIALE DELL’UOMO ESPRESSO DA EDVARD MUNCH – “L’URLO” ANALISI DELL’OPERA

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Mi ricordo benissimo, era l’estate del 1893.
Una serata piacevole, con il bel tempo, insieme a due amici all’ora del tramonto. […]
Cosa mai avrebbe potuto succedere? Il sole stava calando sul fiordo, le nuvole erano color rosso sangue.
Improvvisamente, ho sentito un urlo che attraversava la natura.
Un grido forte, terribile, acuto, che mi è entrato in testa, come una frustata. D’improvviso l’atmosfera serena si è fatta angosciante, simile a una stretta soffocante: tutti i colori del cielo mi sono sembrati stravolti, irreali, violentissimi. […]
Anch’io mi sono messo a gridare, tappandomi le orecchie, e mi sono sentito un pupazzo, fatto solo di occhi e di bocca, senza corpo, senza peso, senza volontà, se non quella di urlare, urlare, urlare… Ma nessuno mi stava ascoltando: ho capito che dovevo gridare attraverso la pittura, e allora ho dipinto le nuvole come se fossero cariche di sangue, ho fatto urlare i colori.
Non mi riconoscete, ma quell’uomo sono io. […] L’intera scena sembra irreale, ma vorrei farvi capire come ho vissuto quei momenti. […] Attraverso, l’arte cerco di vedere chiaro nella mia relazione con il mondo, e se possibile aiutare anche chi osserva le mie opere a capirle, a guardarsi dentro. »

Record mondiale all'asta: "L'Urlo" di Munch venduto a New York per 119,9 milioni di dollari

“L’urlo”, olio, tempera, pastello su cartone, 91×73,5cm, 1893.

Oslo, Galleria Nazionale.

IN FONDO ALL’ARTICOLO IMMAGINE INTERATTIVA – ANALISI DELL’OPERA

“L’urlo” di Munch rappresenta la condizione di disagio universale, l’angoscia esistenziale dell’uomo moderno, avvertita in un momento di panico in cui il tramonto si trasforma in un incubo.

Utilizzando un linguaggio fortemente stilizzato l’artista imposta la composizione sulla diagonale del parapetto. La stessa corre lungo il cammino e stabilisce la distanza tra i due uomini che nel margine sinistro si allontanano indifferenti e la drammatica figura dominante in primo piano. La prospettiva dall’alto e l’inquadratura tagliata sulla strada danno l’impressione di trovarsi sull’orlo di un abisso dietro il quale si apre una veduta di Oslo descritta attraverso linee fluide ed ondeggianti. L’artista ha disegnato a destra la collina di Ekeberg a sullo sfondo alcune barche dai profili azzurri in mezzo al mare racchiuso nel fiordo. Il rosso che sovrasta l’orizzonte non è diverso da quello di un tramonto estivo, ma ciò che nel dipinto crea drammaticità è il contrasto con il colore scuro dell’acqua ed il fatto che, riflettendosi sulla staccionata, sembra inseguire la creatura terrorizzata che tiene premute le mani sulle orecchie per non sentire nulla. Attraverso i colori il pittore esprime la sua angoscia esistenziale e per questo motivo sceglie tinte violente e contrastanti che applica con ampie e lunghe pennellate evidenti. Il volto dai lineamenti stilizzati sembra una maschera con occhi allucinati. Questa rappresentazione dell’essere umano tornerà nell’opera “Angoscia”  a proposito della quale l’artista disse: “Mi trovai sul Boulevard des Italiens con migliaia di volti estranei che alla luce elettrica avevano l’aria di fantasmi” .

Citiamo Disperazione, opera del 1892, ambientata nello stesso luogo e nello stesso punto.

Del soggetto rappresentato ne “L’urlo” Munch dipinse altre versioni e, due anni più tardi (1895) trasse una litografia sulla quale scrisse il commento: “Sento il grido della natura”.

ALTRE VERSIONI DELL’URLO

LITOGRAFIA

L’URLO DI MUNCH

ANALISI DELL’OPERA IMMAGINE INTERATTIVA

Saranno l’intensità emotiva, l’attenzione alla psicologia del soggetto e l’uso marcatamente espressivo del colore ad attrarre gli artisti della generazione successiva: i fauves e soprattutto gli espressionisti tedeschi.

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ESERCIZIO DI INGLESE ON LINE – READING COMPREHENSION

 

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ANIMALS IN CANADA

In Canada there are many species of animals. Here are some of the most common.

Buffalo is another name for the bison. There are two types of buffalo in Canada. Buffalo live in large herds (mandrie numerose).

Polar bears usually live alone. Female polar bears live with their children for two and a half years. Polar bears eat seals.

The fur of a grizzly bear can be blonde, brown , black or a mixture. Bears eat meat and fish as well as fruit and plants.

Seals eat fish, shellfish and squid. Seals have thin fur, so they have lots of blubber, a type of fat, in their bodies to keep warm in the cold sea.

The walrus is part of the same family as the seal. Both male and female walruses have tusks (zanne).

Wolves live mainly in groups in the wilderness. They can smell 100 times and hear 20 times more than a man.

Beavers have teeth that never stop growing. They eat the tree bark (corteccia degli alberi) and use the wood to make their homes and dams.

Salmon travels long distances in their lifetimes. They are born in freshwater lakes and then swim to the sea. They return to the lake where they were born. They lay (depongono) their eggs there.

Trouts are part of the salmon family. They live in freshwater lakes and rivers. They can live for several decades (per diverse decine di anni) and weigh approximately 27 kilograms.

Skunks have long bodies and short legs. When they are attacked, they spray a bad smelling liquid on the animal or person attacking it.

Raccoons have thumbs and are very good at opening doors and containers. They wash their food before eating it.

ASCOLTA IL TESTO

 

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GIORNO DELLA MEMORIA – FOSSOLI, ANTICAMERA DELLO STERMINIO

IL TRAMONTO DI FOSSOLI

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«Io so cosa vuol dire non tornare. 
A traverso il filo spinato 
Ho visto il sole scendere e morire; 
Ho sentito lacerarmi la carne 
Le parole del vecchio poeta: 
«Possono i soli cadere e tornare: 
A noi, quando la breve luce è spenta, 
Una notte infinita è da dormire».

Primo Levi, 7 febbraio 1946

LEGGI:
IL CAMPO DI FOSSOLI NELL’ESPERIENZA E NEGLI SCRITTI DI PRIMO LEVI.

GUARDA IL VIDEO:

FOSSOLI, IL LAGER DEGLI INGANNI E LA PIETA’ DI INDRO MONTANELLI

A pochi chilometri da Modena, Fossoli è il campo di concentramento dal quale partirono, nel 1944, i convogli piombati di migliaia di ebrei italiani diretti verso Auschwitz. Vi si apre “Se questo è un uomo”  di Primo Levi. La Shoah italiana condusse nei campi di concentramento oltre 8000 ebrei. Fu nell’estate del 1938 che anche gli ebrei italiani vennero dichiarati “razza inferiore”, in un manifesto di scienziati apparso sui giornali. Seguì il censimento della popolazione di “razza ebraica” e il varo nell’autunno delle leggi razziali, che escludevano gli ebrei dagli impieghi pubblici, dall’esercito, dai pubblici impieghi, ne limitavano l’esercizio delle professioni, controllavano le proprietà, espellevano i docenti e gli studenti ebrei dalle scuole pubbliche, segregavano il gruppo ebraico nella società italiana. La svolta genocida sarebbe avvenuta cinque anni più tardi, nel 1943, con l’occupazione tedesca e la rinascita del fascismo mussoliniano nella Repubblica sociale italiana. Come altrove nel continente europeo, la persecuzione degli ebrei italiani, il loro arresto, imprigionamento, deportazione, depredazione si svolsero con l’ausilio dei corpi di polizia, con la partecipazione di volontari del partito fascista, e molto spesso grazie alla delazione da parte di concittadini italiani. Intere famiglie venivano prelevate nottetempo nelle loro abitazioni, condotte alle stazioni di polizia, poi in prigioni provvisorie o carceri per alcuni giorni. Infine, uomini, donne e bambini venivano trasferiti nel campo di Fossoli. “Se questo è un uomo” è lo straordinario racconto autobiografico che narra la deportazione di Primo levi ad Auschwitz, dove egli giunse nel 1944, dopo essere stato internato a Fossoli. Di Aushwitz e della varia umanità di deportati provenienti da tutta Europa che facevano del campo di sterminio una torre di Babele, Levi fu un frammento, quel che il lessico nazista chiamava “un pezzo” per indicare il singolo prigioniero. Vittima e testimone dell’inesauribile tipologia di sofferenze che solo gli uomini sono in grado di  infliggere sui propri simili.

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ESERCIZI DI ITALIANO ON LINE – L’ALFABETO – CLASSE PRIMA

COLLEGA I NOMI DELLE LETTERE DELL’ALFABETO CON LE LORO IMMAGINI.

ESERCIZIO N° 1 – LETTERE A-M

ESERCIZIO N° 2 – LETTERE N-Z

Impara le LETTERE DELL’ALFABETO con questo set di esercizi con flashcard, ascoltando, scrivendo, leggendo e anche con il gioco degli asteroidi.

Scegli l’esercizio che vuoi fare tra test, completamento, abbinamento, gioco, cliccando sulle diverse icone che appaiono nel menù.

L’ALFABETO

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ESERCIZI DI INGLESE ON LINE – PRESENTE INDICATIVO VERBI ESSERE E AVERE

Impara il PRESENTE INDICATIVO dei verbi ESSERE e AVERE in inglese con questo set di esercizi con flashcard, ascoltando, scrivendo, leggendo e anche con il gioco degli asteroidi.

Scegli l’esercizio che vuoi fare tra test, completamento, abbinamento, gioco, cliccando sulle diverse icone che appaiono nel menù.

PRESENTE INDICATIVO VERBO ESSERE

PRESENTE INDICATIVO VERBO AVERE