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ESERCIZI DI ITALIANO ON LINE – DALLE PREPOSIZIONI SEMPLICI ALLE PREPOSIZIONI ARTICOLATE

FACCIAMO QUESTO SIMPATICO GIOCO: CLICCA SULLE LETTERE E SCRIVI LA PREPOSIZIONE ARTICOLATA CHE SI FORMA DALL’UNIONE TRA LA PREPOSIZIONE SEMPLICE E L’ARTICOLO.

LE PREPOSIZIONI ARTICOLATE

IN QUESTI ESERCIZI ASCOLTA CON ATTENZIONE E POI SCRIVI LA PREPOSIZIONE ARTICOLATA CHE SI FORMA DALLA PREPOSIZIONE SEMPLICE E DALL’ARTICOLO.

ESERCIZIO N° 1

ESERCIZIO N° 2

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LE PREPOSIZIONI SEMPLICI

ESERCIZIO ON LINE LE PREPOSIZIONI SEMPLICI

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PREPOSIZIONI ARTICOLATE CON “DI”

PREPOSIZIONI ARTICOLATE CON “A”

PREPOSIZIONI ARTICOLATE CON “IN”

ESERCIZIO ON LINE LE PREPOSIZIONI ARTICOLATE

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DOPO AVERE STUDIATO QUALI SONO LE PREPOSIZIONI SEMPLICI E COME SI FORMANO QUELLA ARTICOLATE RIPASSA LEGGENDO LA TABELLA E POI TROVA LE PREPOSIZIONI NEL TESTO (CLICCA SULLA PAROLA) E MI RACCOMANDO, DURANTE LA PROVA NON SBIRCIARE LA TABELLA!!.

TROVA LE PREPOSIZIONI
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ESERCIZI DI ITALIANO ON LINE – BATTAGLIA DI PAROLE CON “CU”, “CQU”, “CCU”, “QU”

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Scrivi correttamente le parole con “CU”, “CQU”, “CCU”, “QU”.

DETTATO N° 1 PAROLE CON “CU”, “CQU”, “CCU”, “QU”
DETTATO N° 2 PAROLE CON “CU”, “CQU”, “CCU”, “QU”

 

Fai anche questi esercizi.

COMPLETA LE PAROLE CON CU, CQU, CCU O QU SCEGLIENDOLE DAL MENU’ A TENDINA.

CU, CQU, CCU O QU ?

 

SE VUOI FARE L’ESERCIZIO SCRIVENDO STAMPA LA SCHEDA IN PDF

CU, CQU, CCU O QU ? – SCHEDA

Immagine correlata

FAI ANCHE IL CRUCIVERBA DI PAROLE CON CU – QU – CQU

CRUCIVERBA CON CU, QU, CQU

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ESERCIZI DI ITALIANO ON LINE – “GNA” “GNE” “GNI” “GNO” “GNU” – DETTATI

Scrivi correttamente le parole con “GNA” “GNE” “GNI” “GNO” “GNU”

facendo attenzione alle parole che non contengono le consonanti “GN“.

DETTATO N° 1 CON “GNA” “GNE” “GNI” “GNO” “GNU”
DETTATO N° 2 CON “GNA” “GNE” “GNI” “GNO” “GNU”

Fai anche questi esercizi.

PAROLE “CON” “GNA” “GNE” “GNI” “GNO” “GNU”
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PREPARIAMOCI ALL’INVALSI – ITALIANO CLASSE QUINTA

Risultati immagini per IMBARCAZIONE NEL MARE IN TEMPESTA DI NOTTE

IN UNA NOTTE BUIA

Fu’ad e Jamila attraversarono gli stretti vicoli mano nella mano fino a raggiungere la spiaggia. Le onde si scioglievano a riva in una piccola schiuma biancastra e il profumo salmastro dell’aria saliva per le narici solleticando il naso. Fu’ad accarezzò la pancia tonda di Jamila e la baciò pensando che il loro bambino sarebbe nato al di là del mare, oltre l’orizzonte, nella terra dove tutto è possibile e il cibo non manca. Si guardò intorno e vide molta gente, come lui, pronta ad andarsene. L’umo sulla vecchia barca arrugginita urlò che era il momento di salpare e che sarebbero stati in tanti, molti più del previsto. Jamila si accoccolò in attesa di Fu’ad. Guardò la città in lontananza, la spiaggia e la gente che si accalcava. Se avesse potuto gridare al mare avrebbe urlato quanto è buia la guerra, quanto è nera la fame e il come il blu profondo della nostalgia le stringeva il cuore. Fu’ad la raggiunse, si sedette accanto a lei e diede un ultimo sguardo alla spiaggia. Addio terra, addio profumo di casa. La notte umida e fredda avvolgeva la vita nel suo mantello scuro. La barca dondolava incerta tra le onde che si erano fatte enormi e nere. Fu’ad strigeva a sé Jamila. Ascoltavano bambini e madri che chiacchieravano. Voci gravi di uomini ammassati sul ponte discutevano di quanto fosse costato quel viaggio, dei debiti accumulati, della speranza di incontrare un parente dall’altra parte del mare. La barca scricchiolava. Dava l’impressione di non reggere il peso di tutte le persone accalcate una sopra l’altra. Un fulmine squarciò il cielo. I contorni della barca, per un attimo, si fecero nitidi nella notte. Non erano i contorni di un’imbarcazione, piuttosto di un cumulo di corpi aggrappati a un salvagente, come formiche prima di annegare. Quando il secondo fulmine illuminò la scena, la pioggia incominciò a scendere battente. Le voci degli uomini si fecero più violente e quelle delle più acute. La gente gridava impaurita e chiedeva aiuto al cielo, a Dio, alla sorte. Ancora un fulmine poi il buio. Nero, freddo, grida! Fu’ad sentì la mano di Jamila scivolare via. Poi… Una luce tagliente illuminò i corpi nell’acqua. Uno dopo l’altro vennero issati a bordo. Le voci dei soccorritori parlavano una lingua diversa. Che confusione! Fu’ad accucciato accanto agli altri sopravvissuti capì che non avrebbe più rivisto Jamila. Un suono sottile e potente interruppe ogni azione.
-Silenzio! Un vagito!- qualcuno disse.
-E’ nato un bambino!
Fu’ad capì. Lei era ancora viva. Il mare finalmente calmo sembrò dire:- Benvenuto bambino.Questa notte una coperta di stelle sarà il tuo letto, le braccia di schiuma saranno la tua culla e tra poco il sole illuminerà la tua prima giornata in questo mondo.
-Quanto è grande l’amore?- chiese un soccorritore a un altro guardando Jamila e Fu’ad che abbracciavano il bambino. -Non lo so di preciso!-rispose.
-Forse quanto il mare!
– E che faccia ha?- chiese ancora l’uomo commosso.
-Oggi è quella di questo bambino!- rispose l’amico accarezzando il neonato.

RISPONDI ALLE DOMANDE
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SINTASSI DEL PERIODO – RIORDINA LE PROPOSIZIONI

Risultati immagini per SINTASSI DEL PERIODO

Il periodo è una parte di testo di senso compiuto, formato da una o più proposizioni collegate tra loro. Nella struttura del periodo ogni frase è legata a un elemento centrale, rappresentato dalla proposizione principale. Ogni altra proposizione che compone il periodo si definisce secondaria o dipendente, perché dipende sempre dalla frase reggente (la principale).

Il collegamento tra la reggente e le proposizioni dipendenti può avvenire per coordinazione o subordinazione.

Es: I ragazzi entrarono in classe e aprirono i quaderni.

La proposizione coordinata inizia con la congiunzione e che la pone sullo stesso piano della reggente. Se le due frasi fossero staccate dal punto anziché essere unite dalla congiunzione, avrebbero entrambe un significato compiuto.

Quando le frasi sono subordinate non hanno senso compiuto e questo le pone su un piano gerarchico inferiore rispetto alla reggente.

Es: Andando a casa, ho incontrato Giovanni.

La frase “Andando a casa” non può stare da sola, deve per forza dipendere da un’altra alla quale è subordinata. Infatti non esprime di per sé un significato compiuto.

Per mettere in ordine le proposizioni di un periodo bisogna capire a quale altra ciascuna è logicamente collegata.

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ESERCIZIO 2

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