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UN BULLO O UNA PERSONA DA AMARE?

Recentemente la canzone vincitrice dello “Zecchino d’Oro” ci porta a riconsiderare la figura del bullo. Un ragazzino prepotente, arrogante, che esprime la sua rabbia e intimorisce i suoi pari. Certo. Tutto vero. Ma perché un bambino o un ragazzino si comporta così? E’ il caso di “bollarlo come bullo” o di aiutarlo a crescere? Magari mostrandogli che c’è anche molto di buono in lui, come in qualunque altra persona. Di quali sofferenze  e solitudini il “bullo” è portatore? E non dimentichiamo che si parla di persone che per la loro età hanno bisogno del sostegno degli adulti per diventare grandi. Inutile citare la mole bibliografica a sostegno dei bisogni speciali di questi giovani spaventosi, considerati a volte figli di genitori poco capaci, oppure quasi nati sotto una cattiva stella. Ma penso che tutti noi sappiamo che non si tratta di questo. La nostra società, ricca di media e social net-work, rende difficile la comunicazione a livelli profondi. La sofferenza non va di moda, il disagio è oggetto di giudizio. Ma è proprio possedere un’immagine negativa di se stessi che produce gli effetti peggiori nel comportamento dei ragazzi. E può essere difficile ripristinare un canale di interazione efficace con loro…Ma soprattutto, al di là dei nostri pensieri da adulti, di ripristinare l’amore, la fiducia e l’apprezzamento, che oltre ogni visibile apparenza, i giovani più di noi hanno il diritto di ottenere.

Educare all’inclusione, fin dalla più tenera età, resta l’unica strada da percorrere per creare i presupposti di una società futura migliore.

CANZONE VINCITRICE DEL 59°  “ZECCHINO D’ORO”

QUEL BULLETTO DEL CARCIOFO

interprete Chiara Masetti; musica G. De Rosa; testo Serena Riffaldi.

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BUON NATALE

Qualche tempo fa io e i miei alunni abbiamo parlato del significato del Natale e di che cosa avrebbero voluto chiedere come dono. Dalle discussioni di classe sono emersi pensieri molto profondi. Al di là di quanto si possa immaginare, al di là del consumismo, i bambini da sempre vogliono dare e ricevere amore. Ho cercato di mettere in rima i loro pensieri in questa poesia che torno a dedicare a loro e a tutte le persone che dal Natale vorrebbero le stesse cose.

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LETTERA A BABBO NATALE

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IL PRONOME

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Il pronome è una parte variabile del discorso perché si declina al maschile o al femminile, al singolare o al plurale.

Solitamente viene usato per sostituire un elemento già citato nel testo (un nome, un aggettivo, un verbo, una frase), rendendo così possibile evitare ripetizioni.

Esempio:

  • Sai dov’è la mia sciarpa? Per caso l’hai vista? (l‘ = la sostituisce  “la sciarpa”).
  • No, non lo so. (Lo sostituisce “dov’è la tua sciarpa”).

I pronomi possono essere di vari tipi: personali, relativi, dimostrativi, possessivi, indefiniti, numerali, interrogativi, esclamativi.

Esempi:

Io sono italiano, tu sei americano. (Io e tu = pronomi personali)

Il bambino che parla è mio fratello. (che = pronome relativo).

Questo cane è nero, quello è bianco. (Questo = aggettivo dimostrativo; quello = pronome dimostrativo).

Il mio cane è nero, Il tuo è bianco. (mio = aggettivo possessivo; tuo = pronome possessivo).

Molti ragazzi vanno in palestra, alcuni vanno in piscina. (Molti = aggettivo indefinito; alcuni = pronome indefinito).

Io ho mangiato due pasticcini, tu quattro. (due = aggettivo numerale; quattro = pronome numerale).

Chi ha preso il mio ombrello? (Chi = pronome interrogativo).

Che stai facendo! (Che = pronome esclamativo).

Come vedi l’aggettivo accompagna un nome, il pronome lo sostituisce.

I PRONOMI PERSONALI

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I pronomi personali prendono varie forme a seconda

dei ruoli che svolgono nella frase:

  • funzione di SOGGETTO (Noi siamo italiani)
  • funzione di COMPLEMENTO OGGETTO (Paolo ama Teresa. La vuole sposare)
  • funzione di ALTRI COMPLEMENTI (Mi dai le chiavi di casa?); (Non conosco tuo cugino, parlami di lui); (Usciamo con loro stasera?); (Vieni a cena da me?)

I pronomi singolari egli ed ella, sempre riferiti a persone, nel linguaggio quotidiano sono sempre più frequentemente sostituiti dalle forme lui e lei.

Il pronome plurale essi ed esse, usato per indicare persone, animali e cose, viene invece spesso sostituito dalla forma loro.

Un errore frequente si verifica quando, anziché usare le forme le, gli e loro, per indicare a lei, a lui e a loro, viene usato sempre il pronome gli.

Le ho detto la verità. = Ho detto la verità a lei.

Gli ho detto la verità. = Ho detto la verità a lui.

Ho detto loro la verità. = Ho detto la verità a loro.

Il pronome può essere unito al verbo.

“Ho preparato un panino, mangialo.”

“Posso usare la tua macchina?”  “Sì puoi usarla.”

ESERCIZI PRONOMI PERSONALI IN FUNZIONE DI COMPLEMENTO OGGETTO

ESERCIZIO N° 1     ESERCIZIO N° 2     ESERCIZIO N° 3

ESERCIZIO N° 4     ESERCIZIO N° 5     ESERCIZIO N° 6

ESERCIZIO N° 7     ESERCIZIO N° 8     ESERCIZIO N° 9

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MY FEELINGS WORKBOOK – IL MIO LIBRO DELLE EMOZIONI

Segnalo questo libro (in inglese) in formato e-book che è stato originariamente concepito come un libro per i bambini di genitori divorziati. Parte della battaglia di ogni bambino in queste situazioni è affrontare le intense emozioni che accompagnano quel momento nella loro vita.

A volte si affrontano nuove emozioni, altre volte sono emozioni conosciute, che si fanno sentire molto più intensamente a causa della divorzio. Lavorando con questi bambini un passo significativo nel processo di elaborazione della situazione che stanno vivendo è insegnare loro a riconoscere e nominare le proprie emozioni.

Questo è lo scopo di questo libro.

Leggendolo e cimentandosi nella compilazione delle schede dedicate ai singoli sentimenti ed emozioni i bambini inizieranno a riconoscere che cosa sta succedendo dentro di loro con l’obiettivo di esprimerlo ad altre persone.

Anche se questo lavoro è stato originariamente concepito per tali bambini, questo esercizio di riconoscere e nominare le emozioni può essere utile anche per i bambini che affrontano altre sfide, per i giovani che imparano come esprimere sè stessi, per gli adolescenti e anche per gli adulti.

MY FEELINGS WORKBOOK

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CONIUGA IL VERBO AL FUTURO SEMPLICE O AL FUTURO ANTERIORE

MAESTRA PAMELA

CONIUGA I VERBI DATI ALL’INFINITO

AL FUTURO SEMPLICE O AL  FUTURO ANTERIORE

Nell’esercizio che ti propongo dovrai scrivere, all’interno delle caselle vuote, i verbi dati all’infinito tra le parentesi nel tempo appropriato.

RICORDATI CHE IL FUTURO ANTERIORE INDICA

CHE UNA CERTA AZIONE VERRA’ SVOLTA PRIMA DI UN’ALTRA NEL FUTURO.

Alla fine dell’esercizio potrai controllare il risultato clicca sul tasto SUBMIT.

Le risposte esatte saranno scritte in verde, quelle sbagliate in rosso.

Per vedere le risposte esatte clicca sul tasto SHOW ME THE ANSWER.

CLICCA QUI SOTTO

CONIUGA AL FUTURO SEMPLICE

O AL FUTURO ANTERIORE

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GIORNATA EUROPEA DELLE LINGUE

Su iniziativa del Consiglio d’Europa dal 2001 ogni anno il 26 settembre viene celebrata la Giornata Europea delle Lingue.

In occasione della giornata un gran numero di eventi sono organizzati in tutta Europa: attività per e con bambini, programmi televisivi e radiofonici, corsi di lingua e conferenze.

Per gli insegnanti viene posto a disposizione materiale didattico da utilizzare in classe (clicca sul collegamento qui sotto).

Teaching materials “Teach-Share”

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4° CENTENARIO DELLA SCOMPARSA DI WILLIAM SHAKESPEARE

Risultati immagini per shakespeare

WILLIAM SHAKESPEARE

(Stratford-upon-Avon, 23 aprile 1564 – Stratford-upon-Avon, 23 aprile 1616)

Drammaturgo e poeta inglese, considerato come il più importante scrittore in lingua inglese.

Sogno di una notte di mezza estate (“A Midsummer Night’s Dream”) è ritenuta la più importante delle sue commedie.

Segnalo una produzione in rima della storia realizzata dalla FILARMOCA DELLA SCALA

SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE

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Propongo un riassunto della storia tratto da http://www.shakespeareweb.it dove si possono trovare le opere teatrali in edizione integrale, con introduzioni, riassunti, analisi.

SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE – RIASSUNTO

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PROGETTO “MOVE UP”

moveup

Rispetto delle diversità, prevenzione della violenza e utilizzo consapevole delle nuove tecnologie è un obiettivo comune imprescindibile per costruire una comunità migliore partendo proprio dal sistema educativo.

Ogni giorno nel mondo della scuola, tra amici o in famiglia si concretizzano situazioni critiche che hanno a che fare con le discriminazioni, con i fenomeni di violenza, tra i quali particolarmente diffuso il bullismo e, sempre più spesso, con l’utilizzo inconsapevole delle nuove tecnologie.

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