STORIA CLASSE TERZA

Secondo gli scienziati, i pianeti e le stelle hanno avuto origine da una fortissima esplosione detta Big Bang, avvenuta circa 14 miliardi di anni fa.

Inizialmente la Terra era una massa di materia incandescente. Lentamente la superficie esterna si è raffreddata ed è divenuta solida. Così si è formata la crosta terrestre.

Sotto un sottile strato solido, la materia liquida ed incandescente premeva sulla parte esterna, provocando numerose spaccature della crosta terrestre. Queste spaccature, dalle quali fuoriesce il magma, sono i vulcani.

I vulcani producevano enormi quantità di vapore e gas. Si formarono quindi spessi strati di nubi, che raffreddandosi dettero origine a piogge durate molto a lungo.

Da queste piogge sono nati sulla Terra i mari e gli oceani, che colmarono le cavità presenti sulla crosta terrestre.

Sulla Terra non era ancora possibile la nascita di alcuna forma di vita, non solo a causa dell’altissima temperatura, ma anche perché l’aria era irrespirabile, essendo priva di ossigeno.

Per questo motivo la vita si è sviluppata nell’acqua, dove al contrario, erano presenti gli elementi indispensabili per favorirla.

Comparvero inizialmente esseri unicellulari, microrganismi e batteri, che erano strutturalmente molto semplici.

Col passare del tempo si trasformarono in organismi sempre più complessi, come alghe, meduse, spugne e molluschi.

Le alghe producevano ossigeno e facilitarono lo sviluppo di nuove forme di vita.

Intorno a 500 milioni di anni fa, nacquero i primi esseri vertebrati, cioè aventi una struttura ossea: i pesci.

Intanto l’aria si arricchiva sempre più di ossigeno grazie al processo di fotosintesi eseguito dalle alghe.

Le prime piante conquistarono la Terra, e si diffusero fino a formare enormi foreste di felci giganti e di alberi di conifere alti fino a dieci metri.

Ma come si è diffusa la vita degli animali sulla crosta terrestre?

Avvenne  una grande svolta evolutiva: in alcuni vertebrati comparvero dei mutamenti che li avrebbero resi capaci di vivere sulla terraferma.

Dai pesci si formarono gli anfibi: i primi vertebrati terrestri.

Questi potevano infatti vivere anche sulla terra, ma dovevano tornare in acqua per riprodursi.

I primi vertebrati in grado di vivere esclusivamente sulla terra furono i rettili.

I rettili comparvero verso la fine dell’era primaria ed ebbero diffusione ovunque.

I dinosauri sono un gruppo di  rettili molto diversificati comparsi durante il Triassico superiore (circa 230 milioni di anni fa) che dominarono il pianeta fino alla fine del Cretaceo (circa 65 milioni di anni fa).

Alcuni tipi di dinosauri potevano vivere sulla terra.

Alcuni erano carnivori,                    altri erbivori.       

Esistevano specie di dinosauri che vivevano in acqua.

Altri ancora, in grado di volare, sono gli antenati degli uccelli, originari del Giurassico e derivanti dal gruppo dei teropodi.

VIDEO

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STORIA DEL PIANETA TERRA

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EVOLUZIONE DELLA VITA SULLA TERRA

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Cloud free night-time view of Earth seen from space

L’ ETA’ DELLA TERRA

L’Universo ha avuto inizio da un’enorme esplosione, il Big Bang.

Prima di questa enorme esplosione tutta l’energia e tutta la materia erano concentrate in un punto infinitamente piccolo.

Con il Big Bang questa energia fu liberata e tutte le particelle di materia iniziarono a formarsi e ad allontanarsi rapidamente le une dalle altre.

Questa esplosione sarebbe avvenuta intorno a 13,7 miliardi di anni fa e la temperatura era di circa 100 miliardi di gradi.

La materia era formata da particelle , i protoni, i neutroni, gli elettroni che combinandosi tra loro formarono gli atomi.

Con il tempo, tanto tempo, miliardi di anni, si sono formati le stelle ed i pianeti.

Così si sono formati il Sole e la Terra.

Il Sole è nato circa 5 miliardi di anni fa da un ammasso di polvere e di gas (idrogeno ed elio).

I pianeti del nostro sistema solare si formarono da gas e polvere in movimento intorno al Sole circa 4,6 miliardi di anni fa.

All’inizio sulla Terra l’atmosfera primitiva era costituita da gas, poi le eruzioni dei vulcani e l’acqua che usciva dai geyser sotto forma di gas, fecero sì che nell’atmosfera aumentò la quantità di acqua presente sotto forma di vapore acqueo e con il passare del tempo e l’abbassarsi delle temperature il vapore acqueo si condensò, si formarono le nuvole e iniziarono le prime piogge che durarono per molto tempo e così si formarono i primi oceani.

In questi oceani ebbero origine le prime forme di vita.

Noi riusciamo a sapere dell’esistenza degli esseri viventi esistiti milioni di anni fa e a conoscerli attraverso il ritrovamento e lo studio dei fossili.

Un fossile è un resto o una traccia di un organismo animale o vegetale conservato negli strati della crosta terrestre.

Tra i fossili più conosciuti  e comuni vi sono gli ammoniti (vedi foto) che appartengono alla classe dei Cefalopodi, gruppo di Molluschi di cui fanno parte anche i calamari, le seppie e i polpi, erano provvisti di una conchiglia esterna a spirale e potevano avere dimensioni di pochi centimetri fino a oltre un metro.

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I fossili e l’età della Terra in un video di

ZANICHELLI EDITORE

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L’ETA’ DELLA TERRA

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I fossili in un video di

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MAPPA CONCETTUALE – I FOSSILI

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L’UNIVERSO
L’ORIGINE DELLA VITA
I FOSSILI

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Ricostruzione di un Australopiteco
Lucy e l'origine dell'umanitàDonald Johanson, a sinistra, con il collega Maurice Taieb, mentre assembla 
lo scheletro di Lucy (Cortesia Institute of Human Origins, Arizona State University)

Il 24 novembre 1974, Donald Johanson e Tom Gray, trovano nella regione di Hadar, in Etiopia un osso.

Si tratta di un’ulna, un pezzo di braccio umano.

I due si mettono in cerca di altri resti e tutt’intorno trovano un osso occipitale, poi un femore… organizzano allora una campagna di scavi, che porta alla luce molti altri frammenti ossei. La loro scoperta è a dir poco rivoluzionaria: recuperano circa il 40% di un’ossatura completa.

Sono ossa di un essere di sesso femminile, alto all’incirca un metro e dieci, caratterizzato da un’andatura bipede, a giudicare dalle articolazioni delle caviglie, delle ginocchia e delle anche, tipiche degli esseri che camminano solo con le gambe.

All’epoca dei ritrovamenti, il giradischi suona spesso una celebre canzone dei Beatles: “Lucy in the sky with diamonds”.

Proprio per questo la prima donna della storia fu chiamata Lucy.

L’andatura bipede è il primo tratto che caratterizza l’evoluzione verso la condizione umana.

Una serie di orme, sicuramente riferibili a bipedi, sono state ritrovate in Tanzania e risalgono a 3,6 milioni di anni fa.

I paleontologi chiamano questi esseri australopitechi, cioè “scimmie australi”, poiché sono stati rinvenuti nella parte meridionale della Terra, a sud dell’Equatore.

La maggior parte dei ritrovamenti di individui con caratteristiche simili è stata effettuata nella zone della Rift Valley, in Africa orientale.

In quella zona, circa 8 milioni di anni fa, un forte cambiamento climatico portò alla diradazione delle foreste e alla comparsa di estese savane.

Questo scenario avrebbe certamente favorito la sopravvivenza di esseri che, in grado di muoversi restando eretti, potevano avvistare da lontano pericoli e cibo.

L’andatura bipede, punto di partenza verso la specie umana, ha permesso l’uso delle mani per adoperare bastoni e altri semplici attrezzi, favorendo lo sviluppo di nuove funzioni cerebrali e un’evoluzione che da allora non si è più arrestata.

Lo Scheletro di Lucy

ALCUNI VIDEO CHE TRATTANO DI LUCY E DEGLI AUSTRALOPITECHI

LUCY HA OLTRE TRE MILIONI DI ANNI
L’OMINIDE LUCY
L’EVOLUZIONE DELL’UOMO

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L’Australopiteco  in un video di

MAPPE PER LA SCUOLA

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MAPPA CONCETTUALE – L’AUSTRALOPITECO

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Nel 1963 in Tanzania è stato ritrovato un cranio di dimensioni maggiori rispetto a quelli degli australopitechi e, nelle sue immediate vicinanze, alcuni ciottoli lavorati su un solo lato, che sono stati denominati CHOPPER.

Da questa scoperta è stato possibile capire che gli artefici di questi primitivi strumenti avevano la capacità di realizzare oggetti sulla base di un progetto mentale: gli autori sono perciò da considerarsi i primi esseri autenticamente umani dalle origini della vita sulla Terra.

HOMO HABILIS è il nome dato dai paleontologi all’uomo di questo periodo della preistoria.

Con tutta probabilità, intorno a 2 milioni di anni fa, ebbe inizio un lungo periodo di tempo, chiamato PALEOLITICO (età della pietra antica), caratterizzato dalla comparsa di esseri capaci di organizzarsi in comunità, basando la loro convivenza sulla divisione dei ruoli.

I maschi si dedicavano alla caccia e realizzavano strumenti appuntiti scheggiando le pietre.

Le femmine raccoglievano erbe e radici e si occupavano di custodire i figli.

La convivenza sociale di questi esseri primitivi poggiava su una primordiale forma di cooperazione, presente anche nel modo di condurre le battute di caccia, che, finalizzate ad uccidere animali di grossa taglia, dovevano svolgersi secondo una strategia di azione comune.

Gli esseri primitivi si organizzarono in compagini sempre più ampie.

A ciò è dovuta la comparsa della principale caratteristica del genere umano: il linguaggio articolato.

Durante tutto il periodo del paleolitico l’uomo divenne capace di lavorare la pietra in modo da costruire strumenti sempre più adatti alle esigenze di caccia e di difesa.

Divenne capace di controllare e di usare il fuoco per migliorare la qualità della propria alimentazione e le proprie possibilità di protezione dagli animali.

Sviluppò il linguaggio in forme sempre più evolute ed articolate.

Si dedicò alle iniziali forme di culto dei morti.

Diede alla luce i primi modelli di espressione artistica, come quelli testimoniati dalla grotta di Lescaux, in Francia, soprannominata la “Cappella Sistina del  Paleolitico” per la magnificenza delle più di duemila pitture e incisioni che riporta, e dalla grotta di Altamira, in Spagna.

Di recente nella Francia sud-occidentale sono state scoperte le antichissime immagini della grotta di Chauvet.

L’arte del Paleolitico viene denominate arte parietale, poiché consiste nella decorazione delle pareti delle grotte.

I soggetti raffigurati sono spesso mandrie in corsa o scene di caccia. Gli animali più ricorrenti sono mammut, cavalli, bisonti, cervi e uri. Raramente sono raffigurati pesci, uccelli e rettili.

I colori utilizzati erano ottenuti da minerali disciolti in acqua, poi applicati con tamponi, pennelli di legno o direttamente con le mani.

Dominano le tonalità di ocra gialla e rossa e il nero.

VIDEO SU

LE GROTTE DI LESCAUX

La grotta Chauvet è uno dei più noti e importanti siti preistorici europei, ricco di testimonianze, simboliche ed estetiche, del Paleolitico superiore.

VIDEO

LA GROTTA CHAUVET

VIAGGIO NELLA GROTTA CHAUVET

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Le grotte di Vallon Pont d’Arc, nel sud est della Francia, nascondono le pitture rupestri piu’ antiche del mondo, risalgono a 32000 anni fa. Sono piu’ antiche di quelle di Lascaux vecchie 18 mila anni o di Altamira (Spagna) che risalgono a 16 mila anni fa….

VIDEO

LE GROTTE DI VALLON PONT D’ARC

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VEDIAMO IN QUESTO VIDEO CON CHE COSA E COME

DIPINGEVANO GLI UOMINI PREISTORICI

LEZIONE DI PITTURA PREISTORICA

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IN QUESTO VIDEO UNA GALLERIA FOTOGRAFICA DI AFFRESCHI PREISTORICI

AFFRESCHI PREISTORICI

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MAPPA CONCETTUALE – IL PALEOLITICO

DA MAPPE PER LA SCUOLA

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agricoltura

LA “RIVOLUZIONE AGRICOLA”

Neolitico significa “età della pietra nuova” e indica il periodo dal decimo al quinto millennio a.C. in cui gli uomini impararono a lavorare la pietra in maniera molto più accurata rispetto al periodo precedente, denominato infatti Paleolitico (età della pietra antica).

In realtà, però, il fenomeno determinante del Neolitico non fu tanto il nuovo sistema di lavorazione della pietra, quanto una scoperta che modificò radicalmente il modo di vivere degli uomini, trasformandoli da nomadi in abitanti sedentari di paesi e villaggi: l’agricoltura.

Questo cambiamento fu talmente profondo, da essere indicato con l’espressione “rivoluzione agricola”, non a significare un mutamento repentino e veloce, ma per comunicare le grandi novità che riguardarono la vita umana.

A partire dal 10.000 a.C. il riscaldamento del clima produsse, nella vasta area tra l’Africa settentrionale e l’Asia sud-occidentale, la scomparsa di estese foreste, adatte a temperature più fredde, e con esse dei grandi mammiferi che le abitavano.

Al loro posto si diffusero vegetali più adatti ai climi caldi, tra cui gli antenati selvatici dei legumi e dei cerali.

Gli uomini fecero una grande scoperta: osservando la natura, compresero il processo di riproduzione delle piante.

Prima di allora la vita nomade li aveva portati a cambiare dimora ogni volta che le risorse alimentari di un territorio erano esaurite. La raccolta dei frutti spontanei, affidata alle donne, integrava infatti l’alimentazione ottenuta dalla caccia, praticata dagli uomini.

Ma quando l’uomo scoprì che era possibile far crescere le piante senza bisogno di spostarsi verso nuove terre, tutto cambiò.

Le prime tecniche agricole erano molto semplici: un terreno veniva disboscato con il fuoco, poi con un bastone si praticavano buchi nel terreno in cui venivano collocati i semi. Solo all’inizio del terzo millennio a.C. comparvero i primi aratri trainati dai buoi.

Dopo che la vita degli uomini divenne sedentaria, fu introdotta la pratica di allevare alcune specie di animali.

Il cane fu uno degli animali addomesticati per primi. Più tardi la pecora, il bue, il maiale.

La “rivoluzione agricola” portò vasti cambiamenti anche nel modo di costruire le abitazioni.

Avendo l’intenzione di stabilirsi in modo permanente in una sede, l’uomo iniziò a costruire case di mattoni, stabili e durature, dando origine, sin dal 10.000 a.C. ai primi villaggi in muratura.

L’agricoltura mise a disposizione dell’uomo grandi quantità di alimenti, che era necessario conservare. Fu così che iniziò la lavorazione della ceramica.

Ideale per immagazzinare semi e farine, divenne indispensabile per la realizzazione delle prime pentole utili a cucinare minestre, pane e focacce.

I grandi cambiamenti non si esaurirono qui: con il lino l’uomo iniziò l‘arte della tessitura.

In seguito, per la realizzazione degli abiti, fu introdotta la lavorazione della lana, grazie alla domesticazione degli ovini. A questo punto gli uomini producevano alimenti, abiti ed oggetti in ceramica.

L’abbondanza di questi prodotti diede origine alle attività commerciali, cioè agli scambi di alimenti e manufatti tra le diverse comunità umane.

La via di trasporto più rapida restò a lungo l’acqua. Ecco perché le prime grandi civiltà umane sorsero lungo il corso di grandi fiumi, la cui presenza, tra l’altro, offriva la possibilità di irrigare i terreni coltivati.

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LA RIVOLUZIONE AGRICOLA

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Guarda il video

LA NASCITA DELLA CIVILTA’

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Leggi la mappa concettuale tratta da http://cmapspublic.ihmc.us/

LA SCOPERTA DELL’AGRICOLTURA

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LA NASCITA DELL’AGRICOLTURA

 

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