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ESERCIZI DI GEOGRAFIA ON LINE – RICONOSCI LE MONTAGNE E I LAGHI D’ITALIA

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RICONOSCI LE PRINCIPALI MONTAGNE ITALIANE

LE MONTAGNE

RICONOSCI I PRINCIPALI LAGHI ITALIANI

I LAGHI

DATE UN’OCCHIATA ALLA CARTINA GEOGRAFICA PRIMA DI FARE GLI ESERCIZI…

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ESERCIZIO DI INGLESE ON LINE- RIORDINA LE PAROLE

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RICORDATI CHE LE FRASI INTERROGATIVE CON IL VERBO ESSERE SI COMPONGONO METTENDO IL VERBO DAVANTI AL SOGGETTO.

Es. Mary is a teacher. = Is Mary a teacher?

LE FRASI INTERROGATIVE CON IL VERBO AVERE SI COMPONGONO METTENDO IL SOGGETTO TRA HAVE / HAS E GOT.

Es. Mary has got a dog. = Has Mary got a dog?

QUANDO NELLE FRASI SONO PRESENTI LE PAROLE: WHERE (DOVE), WHEN (QUANDO), WHAT (COSA, QUALE), WHO (CHI), WHY (PERCHE’), HOW (COME), O LE ESPRESSIONI: WHAT TIME? HOW MANY? ecc. 

TALI PAROLE ED ESPRESSIONI SI METTONO

ALL’INIZIO DELLA FRASE.

Where are you from?

     When is your birthday?

What is your name?

Who are you?

        Why are you sad?

  How are you?

        What time do you get up?

        How many children are there in your classroom?

      What Are Sight Words and Why Are They Important?

METTI IN ORDINE LE PAROLE
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ESERCIZIO DI INGLESE ON LINE- GLI AGGETTIVI POSSESSIVI

LEGGI CON ATTENZIONE LO SCHEMA RIPORTATO QUI SOPRA E RICORDATI:

  • l’aggettivo possessivo in inglese concorda con il possessore e non con il nome della cosa posseduta;

Es: La mia casa.          My house. 

      Le mie scarpe.       My shoes.

      Il mio astuccio.      My pencil case.

      I miei amici.            My friends.

Mentre in italiano l’aggettivo è singolare se la cosa posseduta è un nome espresso al singolare e plurale se tale nome è plurale, in inglese resta invariabile.

  • davanti all’aggettivo possessivo non si mette l’articolo;
  • l’aggettivo possessivo precede i nomi delle parti del corpo.

AGGETTIVI POSSESSIVI

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ESERCIZIO DI ITALIANO ON LINE – LETTURA E COMPRENSIONE

 

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STORIE DI BAMBINI VENUTI DA LONTANO

Quando Anne è arrivata nella nostra scuola, è stata inserita subito nella mia classe. Anne è australiana, parla inglese e a me l’inglese piace molto. Perciò ogni tanto, con Anne, mi faccio delle lunghe chiacchierate nella sua lingua.

Dapprima i suoi compagni mi guardavano stupiti e mi chiedevano scandalizzati: “Angelo, come parli?”. Allora ho approfittato della presenza di Anne per insegnare ai bambini delle canzoncine e delle filastrocche inglesi. E’ stato come impadronirsi di un codice segreto, e adesso seguiamo i progressi di Anne, che sta imparando velocemente l’italiano.

E intanto penso a Nicola che l’anno scorso è arrivato dal Venezuela e a Cynthia fuggita con i suoi dal Perù, e con la quale ho dovuto parlare a lungo in spagnolo per tranquillizzarla. Un giorno Cynthia mi chiese: “Maestro, dicono che io sono una extracomunitaria. Che significa?”. Quando glielo spiegai, Cynthia alzò le spalle e disse: “Tutto qui?”.

Già, tutto qui. E penso a quando avevo l’età dei miei alunni “extracomunitari”. Penso ai loro disagi, alle loro paure, al loro coraggio. Li ebbi tutti anch’io quando vissi nei boschi dell’Auvergne, in Francia, e quando imparai a conoscere il cuore e le periferie di Parigi. Allora feci amicizia con bambini che si chiamavano Pablo, Roger, Said, Denise, Eveline. Qualche bambino francese mi prese in giro solo all’inizio. Ma io non ci feci molto caso. Se tra di loro avevano trovato posto spagnoli, algerini e vietnamiti, di sicuro ci sarebbe stato posto anche per un bambino italiano.

E così fu. Insieme esplorammo boschi e caverne, insieme passammo le notti a rabbrividire sotto le stelle. Ogni tanto pensavo al paese che avevo lasciato, alla campagna dov’ero cresciuto, al muschio che avevo colto per abbellire il presepe immenso di mia nonna. Mi piaceva avere ricordi, rivedere con la mente la mia casa, le vie che la circondavano e la folla che le riempiva nei giorni di festa. Ma ero anche contento di conoscere altri volti, altri luoghi, altri orizzonti.

Perciò accolgo sempre volentieri nella mia classe i bambini che arrivano da lontano con la loro lingua e i loro ricordi. Hanno una storia che nessuno potrà rubargli, così come nessuno ha potuto rubare a me la mia.

A. Petrosino, Popotus

RISPONDI ALLE DOMANDE

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ESERCIZIO DI INGLESE ON LINE – LE PREPOSIZIONI DI LUOGO

At (a) : si usa con un punto preciso , in riferimento ad un’attività o indirizzo (in presenza di un numero civico)

– I live at 116, Willow Street.
– The girl is at the bus stop.

In (in): si usa con città, regione, nazione, il nome specifico di una piazza o di una via (quando non è specificato il numero civico).

– She lives in a small village in England.

Among (fra/tra) : indica relazione fra un numero indefinito di persone o cose.

– Some children are playing among the trees.

Between (fra/ tra) : indica una relazione fra due persone o cose, una persona e un gruppo o fra più persone e/o che si rapportano a due a due.

– The post office is between my house and the book shop.

Near (vicino, accanto a ) : vicinanza generica.

– There’s a park near my house. 

Next to beside (vicino, accanto a) : indicano attiguità

– The cinema is next to/beside the hotel.

In front of (di fronte a , davanti a) : in senso generico

– She’s at the bus station, in front of me.

Opposite (di fronte a, davanti a) : dirimpetto.

– The bus station in Oxford street is opposite to the shops.

Immagine e riepilogo esplicativo tratti da    “englishyouneed.wordpress.com”

INSERISCI LE PREPOSIZIONI DI LUOGO

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ESERCIZIO ON LINE DI INGLESE – LE PREPOSIZIONI DI TEMPO

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RICORDATI

Si usa AT:

-con le ore: at seven o’clock;

-per indicare momenti precisi: at the end of the month;

-con i vocaboli indicanti le festività intese come periodi: at Christmas.

Si usa ON:

-davanti alle date;

-davanti ai giorni della settimana;

-davanti ai nomi delle festività quando sono usati come complementi di tempo: on Christmas day.

Si usa IN:

-con i mesi dell’anno;

-con le stagioni;

-con gli anni e i secoli;

-con le parti del giorno (di notte però si dice AT NIGHT).

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