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DIFFICOLTÀ ORTOGRAFICHE – ” È ” O ” E ” ? – ESERCIZI DI ITALIANO ON LINE

SAI DISTINGUERE LA ” È ” – VERBO DALLA ” E ” – CONGIUNZIONE?

RICORDA:

LA ” È ” – VERBO HA L’ACCENTO E INDICA, SPIEGA.

INVECE LA ” E ” – CONGIUNZIONE NON HA L’ACCENTO E UNISCE.

CLICCA SOTTO, LEGGI LA SPIEGAZIONE E GLI ESEMPI.

È O E ?

SCARICA LA SCHEDA E FAI L’ESERCIZIO

SCHEDA – INSERISCI NEGLI SPAZI “È” O “E”

FAI ANCHE QUESTI ESERCIZI.

COMPLETA LE FRASI CON ” È ” O ” E ” -1-

COMPLETA LA FILASTROCCA CON ” È ” O ” E” -2-

È O E ? INDICA LA FRASE CORRETTA -1-

È O E ? INDICA LA FRASE CORRETTA -2-

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DIFFICOLTA’ ORTOGRAFICHE: “GN” – ESERCIZI DI ITALIANO ON LINE

GIOCA CON: SCELTA MULTIPLA – TRIS – CRUCIVERBA – ABBINAMENTO – MEMORY

ABBINA L’INDIZIO CON LA PAROLA -1-

ABBINA L’INDIZIO CON LA PAROLA -2-

GIOCA CON: SCELTA MULTIPLA

PAROLE CON O SENZA “GN” -1-

PAROLE CON O SENZA “GN” -2-

GIOCA CON: CERCA PAROLA – IMPICCATO – ANAGRAMMA

TROVA LE PAROLE CON O SENZA “GN” -1-

TROVA LE PAROLE CON O SENZA “GN” -2-

 

OOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

FAI ANCHE QUESTI ESERCIZI

“GNA” “GNE” “GNI” “GNO” “GNU”

“GNA” “GNE” “GNI” “GNO” “GNU” – DETTATI

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DIFFICOLTA’ ORTOGRAFICHE: “MB” O “MP” ? – ESERCIZI DI ITALIANO ON LINE

IN UNA APP A MATRICE UNA SERIE DI ESERCIZI ON LINE SUI SUONI SIMILI

MB” E “MP“:

GUARDA, LEGGI, ASCOLTA E SCRIVI.

SUONI SIMILI: “MB” O “MP” ?

oooooooooooooooooooooooooooooo

Fai anche questi esercizi, indica qual è la parola corretta.

Clicca su “PLAY” e una volta aperto l’esercizio

mettilo a schermo intero per giocare meglio,

clicca sul simbolo con le freccette in alto a destra.

PAROLE CON “MB” O “MP” -1-

PAROLE CON “MB” O “MP” -2-

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SUONI SIMILI: “B” O “P”? – ESERCIZI DI ITALIANO ON LINE

La lingua italiana ha diversi fonemi che si assomigliano e di questi possiamo individuare le coppie: F-V, M-N, C-G, P-B, T-D, L-R, S-Z. 

Dopo la coppia F – V (clicca) facciamo degli esercizi che riguardano la coppia B – P per distinguere al meglio questi due suoni affini.

IN UNA APP A MATRICE UNA SERIE DI ESERCIZI ON LINE SUI SUONI SIMILI “B” E “P“:

GUARDA, LEGGI, ASCOLTA E SCRIVI.

SUONI SIMILI: “B” O “P” ?

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DIFFICOLTA’ ORTOGRAFICHE: “GLI” O “LI” ? – ESERCIZI DI ITALIANO ON LINE

Indica qual è la parola corretta, se si scrive con ”gli” o “li”.

Clicca su “PLAY” e una volta aperto l’esercizio

mettilo a schermo intero per giocare meglio,

clicca sul simbolo con le freccette in alto a destra.

Esercizi realizzati con educandy (leggi la recensione di MAESTRO ROBERTO – TECNOLOGIE E DIDATTICA )

PAROLE CON ” GLI ” O ” LI ” -1-

PAROLE CON ” GLI ” O ” LI ” -2-

PAROLE CON ” GLI ” O ” LI ” -3-

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SUONI SIMILI: “F” O “V”? – ESERCIZI DI ITALIANO ON LINE

La lingua italiana ha diversi fonemi che si assomigliano e di questi possiamo individuare le coppie: F-V, M-N, C-G, P-B, T-D, L-R, S-Z. 

Facciamo degli esercizi iniziando dalla coppia F-V per distinguere al meglio questi due suoni affini.

IN UNA APP A MATRICE UNA SERIE DI ESERCIZI ON LINE SUI SUONI SIMILI “F” E “V:

GUARDA, LEGGI, ASCOLTA E SCRIVI.

SUONI SIMILI: “F” O “V”?

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ESERCIZIO DI ITALIANO ON LINE – LETTURA E COMPRENSIONE

IL VIAGGIO DI INES

Caro don Gaetano,

dovete sapere che la vita sulla nave è durissima. Ci siamo dovute separare da papà, io e la mamma, perché ci sono le stanze dei maschi e quelle delle femmine. Siamo in una grande camerata dove ho contato almeno trenta persone sui letti a castello. Appiccicati come le sardine in scatola. Senza bagni, acqua, elettricità. I pasti non sono granché e poi sono scarsi. I posti a a tavola non ci sono per tutti perché i marinai della nave dicono che siamo in troppi. Allora perché imbarcano tanta gente? La mamma dice che così fanno un sacco di soldi. Tanto la richiesta non manca. Per mangiare si devono fare due turni e bisogna lottare per sedersi ai tavoli. E dopo mangiato? Qui viene il bello! Si va ore e ore sul ponte a prendere freddo: meno male che la zia Giovanna l’aveva detto alla mamma e lei si è portata tre coperte. Per dormire bisogna scendere nei dormitori, dove niente resta un segreto per nessuno. Sento tutto quello che fanno gli altri, chi litiga, chi piange, chi sospira. La mamma dice che alla fine del viaggio ognuno saprà vita, morte e miracoli dell’altro. Ieri sera io e mio padre ci siamo affacciati in prima classe ma gli inservienti ci hanno subito cacciati. Hanno capito che eravamo di terza classe, papà dice che si vede immediatamente da come siamo vestiti. Quelli di prima classe hanno gli abiti di seta, senza le toppe e i bottoni persi. Un giorno un marinaio ci ha detto che i passeggeri di prima classe non vogliono nemmeno vedere come siamo fatti noi di terza. -Sapete cosa pensano? – ha detto. – Che siete sporchi e puzzate. E poi sono convinti che voi mangiate con le mani come gli animali.

Caro don Gaetano, spero che non siano persone di prima classe gli argentini.

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Leggi anche:

STORIA DELL’EMIGRAZIONE ITALIANA

MIGRANTI IN AMERICA

Leggi la poesia:

ADDIO

Mi volto e la mia casa si allontana,

scompare a poco a poco la mia terra

al passo lento della carovana,

al passo indemoniato della guerra. 

E dico addio agli amici, alla mia gente,

agli alberi che incontro nel cammino,

nel sacco quattro stracci e poco o niente,

nel pugno della mano un sassolino.

E dico addio al vento e alla sua danza

mentre la notte si sorseggia il giorno:

nel cuore una promessa di speranza,

 negli occhi il desiderio del ritorno.

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Prepariamoci all’Invalsi – ITALIANO CLASSE QUINTA

CASCATE

Una cascata è generata da un fiume o torrente in quel punto in cui l’acqua, a causa del dislivello, precipita invece di scorrere.

Generalmente le cascate si formano lungo i corsi dei fiumi perché, in un tratto del loro corso, la parte di terreno su ui scorrono è meno resistente all’erosione rispetto alla parte più a monte; con l’andare del tempo si forma un dislivello tra le due parti e viene così generata una cascata che può crescere in altezza lentamente con il passare degli anni.

Alcune cascate si formano nell’ambiente montano dove l’erosione è più rapida e il corso della corrente può essere soggetto a cambiamenti repentini. In questi casi per la formazione della cascata non sono necessari svariati anni di erosione.

In altri casi la formazione di una cascata può essere “istantanea” a causa di processi geologici molto violenti come terremoti o eruzioni vulcaniche, come nel caso dell’Islanda che possiede più di diecimila cascate.

le cascate più belle dell'islanda

In altri casi le cascate si formano in ambiente montano quando l’acqua delle precipitazioni piovose o dello scioglimento delle nevi anziché penetrare nel terreno, come accade in suoli carsici, scorre direttamente in superficie accumulandosi e confluendo in valli che poi bruscamente si interrompono con un dislivello altimetrico dando vita al salto o semplicemente scorrendo in forte quantità nei valloni.

Le cascate possono anche essere artificiali, dovute a dighe costruite per creare un lago artificiale durante il corso del fiume.

In ogni caso le cascate sono dei fenomeni temporanei destinati a lungo andare ad essere distrutte dalla forza di erosione delle acque. Con il passare dei decenni gli estremi delle rocce che formano la cascata sono destinati a rompersi e a spostarsi sempre più a monte verso le sorgenti.

A volte sotto allo strato di terreno più duro vi è un terreno più soffice che può essere a sua volta eroso formando una caverna sotto la cascata stessa.

Le cascate più belle dell'islanda

waterfall+9mar08+rain

Le cascate sono state da sempre un grosso ostacolo per il trasporto fluviale. In molti casi il problema è stato risolto costruendo canali artificiali che aggirano l’ostacolo. In altri casi sono state costruite delle vasche che vengono chiuse tramite sbarramenti e riempite d’acqua ogni volta che un’imbarcazione vi entra: in questo modo è possibile innalzare il natante fino al livello del fiume sopra la cascata; lo stesso principio applicato al contrario permette alle navi di discendere il fiume oltre la cascata.

LE CASCATE- RISPONDI ALLE DOMANDE
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ESERCIZIO DI ITALIANO ON LINE – LETTURA E COMPRENSIONE

 

Abbaiare stanca

 

Fino alle cinque del pomeriggio la casa rimaneva vuota. Mela e il Muschioso tornavano a uscire. La Spepa andava ad appiccicare il naso alle vetrine. Il Cane restava solo. Meglio. Almeno non dava fastidio a nessuno. E poteva riflettere. Il silenzio gli era d’aiuto. Pensava. L’atteggiamento di Spepa e del Muschioso nei suoi confronti non lo stupiva: quei due non lo avevano mai amato.

Ma Mela? Mela?… Come aveva potuto amarlo e poi smettere di colpo, così, senza ragione? Che cosa aveva fatto lui per provocare quel brutto cambiamento? Niente. Che strana padrona… Com’erano imprevedibili, gli esseri umani!

Era triste, eccome. Ma attraverso la tristezza si faceva strada un altro sentimento: la vergogna. La vergogna e l’ira verso se stesso: non aveva saputo ammaestrare Mela, ecco la verità! Muso Nero si sarebbe molto arrabbiata con lui. Lei lo aveva mandato in città non solo per trovare una padrona, ma anche per ammaestrarla. E lui aveva fallito. Si era fatto coccolare da Mela come un bambino viziato, finché il capriccio della padroncina era durato. E non appena lei si era disinteressata di lui, non aveva più saputo cosa fare. Ma come si fa ad ammaestrare qualcuno che neanche ti vede?

Le idee gli turbinavano nella testa fino a che non sapeva più cosa pensare. Allora, quando si sentiva completamente perduto, si ricordava della frase del Lanoso a proposito della padrona che lo aveva abbandonato: “A che servirebbe seguirla? Visto che lei non voleva più saperne di me, a che sarebbe servito?” E poi il Nasale aveva parlato di “dignità”… Il Cane cominciava a farsi un’idea di che cosa potesse essere la “dignità”. In fondo, Mela lo aveva abbandonato. Proprio come la padrona del Lanoso. E lui rimaneva lì ad aspettare. Aspettare che cosa? Che l’amore di Mela tornasse, come per magia? Che stupidaggine!

Non erano piuttosto le comodità e il cibo quotidiano a trattenerlo? Bella dignità, la sua! E pensare che si era vergognato del comportamento del Nasale davanti ai giornalisti… Ma lui, il Cane, si stava comportando forse meglio del Nasale restando in quella casa dove Mela faceva come se lui non esistesse, la Spepa pensava che lui esistesse fin troppo e il Muschioso lo teneva al guinzaglio come se fosse un aquilone?

A forza di riflettere, si finisce per arrivare a una conclusione. A forza di giungere a una conclusione, succede che si prende una decisione. E una volta presa la decisione, succede che si agisce per davvero. Decise di fuggire. E lo fece.

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Prepariamoci all’Invalsi – TEST ON LINE DI LETTURA E COMPRENSIONE – Italiano classe seconda.

PROVE INVALSI 2016/17

La cangurina Giovanna

In una sconfinata pianura dell’Australia, vicino a un grande bosco di eucalipti, viveva Giovanna, una piccola cangurina con occhi vispi e con una grande passione: quella di raccontare le sue innumerevoli avventure. Che spesso, però, non erano del tutto vere. E infatti qualcuno cominciò a dubitare che tutte le storie di Giovanna fossero in realtà solo delle grandi fandonie, o bugie che dir si voglia. E i suoi amici erano arrivati al punto di non crederle proprio più. E fu così che la cangurina si ritrovò sola, evitata da tutti. Giovanna divenne molto triste. Lei pensava che raccontando bugie tutti sarebbero rimasti affascinati dalle sue imprese. Ed era quindi convinta che più bugie diceva più amici avrebbe avuto. Ma si sbagliava.

Una sera Giovanna incontrò suo cugino Gastone, un timido Koala. Giovanna, come al solito, iniziò a raccontare anche a Gastone alcune delle sue incredibili storie.

Gastone finse di credere a ciò che Giovanna diceva, poi a un tratto esclamò:- Certo Giovanna che hai una bella fantasia! Ce l’avessi io!

– Ma… come? Non mi credi?- disse Giovanna, sbalordita.

-Vedi Giovanna, se tu racconti sempre e solo bugie i tuoi amici cominceranno a pensare che tu li vuoi prendere in giro. E non è bello prendere in giro gli amici. Perché prima o poi ti abbandonano. Sai Giovanna – continuò Gastone – esistono tanti modi per farsi apprezzare dagli amici, come essere generosi, disponibili, o, più semplicemente, dimostrando di aver voglia di stare con loro.

Improvvisamente Giovanna si era resa conto di quanto fosse stata stupida a comportarsi in quel modo e provò una grande vergogna. – Hai ragione Gastone. Come posso rimediare adesso? I miei amici non mi vorranno più vedere! – disse Giovanna.

– Basterà che tu chieda loro scusa e cominci a comportarti per quello che sei realmente e vedrai che tutto tornerà come prima! – rispose Gastone.

Giovanna mise in pratica i consigli di Gastone e, in effetti, tutto si aggiustò in pochissimo tempo. Ancora oggi Giovanna racconta ai suoi piccoli cangurini le fantastiche avventure di un canguro  dai poteri eccezionali… ma che soprattutto non diceva mai bugie!

 

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