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LA PIANURA PADANA

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La Pianura Padana, una delle più grandi pianure europee, occupa buona parte dell’Italia settentrionale, dalle Alpi occidentali al Mare Adriatico, ed ha all’incirca la forma di un triangolo. Quasi al centro scorre il fiume Po, Padus in latino, da cui deriva l’aggettivo padano.

COME SI PRESENTA OGGI LA PIANURA PADANA

Attualmente si presenta con ampie distese di campi coltivati, aziende agricole, aree densamente popolate e centri industriali. In questo paesaggio, l’impronta dell’uomo è marcata e profonda e sono pochi gli spazi riservati alla Natura. Oltre 7000 anni fa la Pianura Padana era ricoperta di foreste, che l’uomo ha iniziato gradualmente a diradare per praticare l’agricoltura. Se oggi questo territorio offre risorse e lavoro nei vari settori produttivi (agricoltura, industria, allevamento), fino a mille anni fa si presentava come un luogo paludoso, pieno di boschi e stagni. Le uniche zone che venivano coltivate erano quelle in prossimità del fiume Po, che serviva anche come via di trasporto per merci e persone. L’intervento dell’uomo ha talmente modificato questo ambiente, da renderlo uno dei più popolosi e produttivi d’Italia. L’agricoltura praticata nella Pianura Padana è di tipo intensivo, cioè sfrutta al massimo il territorio, tanto che la sola bassa pianura produce la maggior parte dei prodotti agricoli necessari al nostro Paese. Sono da sottolineare in particolare: frumento, mais, riso, barbabietole da zucchero e foraggio. La Pianura Padana si divide in alta e bassa pianura. L‘alta pianura è quella che si trova in prossimità delle montagne. Avendo un terreno che lascia filtrare l’acqua, questa zona risulta poco adatta alle coltivazioni perché rimane arida in superficie. Viceversa la bassa pianura ha un terreno poco permeabile, che assorbe l’acqua molto lentamente, perciò conserva il livello di umidità necessario alle piante. Inoltre, come spiegherò più avanti, la presenza delle risorgive permette un costante rifornimento idrico.

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Naturalmente, anche l’allevamento è un’importante risorsa, che si avvale di macchinari computerizzati in grado di sostituire l’uomo nella maggior parte delle attività. Agricoltura e allevamento hanno favorito il sorgere di numerose industrie alimentari. Le industrie, che si trovano soprattutto nell’alta pianura, sono a loro volta agevolate dalle tantissime vie di comunicazione (strade, autostrade, ferrovie, aeroporti), presenti in questa zona. Oltre alle industrie alimentari, sono molte le industrie tessili, automobilistiche, e quelle impegnate nella produzione di elettrodomestici e mobili.

Si deve però dire che oggi, vista la densità della popolazione e le numerose attività industriali, uno dei problemi della Pianura Padana è l’inquinamento dell’aria. Il problema è accentuato dalla morfologia del territorio, caratterizzato dalla barriera costituita dai rilievi montuosi che incorniciano la pianura, penalizzando così il ricambio di aria pulita e ricca di ossigeno indispensabile per una vita salubre.

COME SI E’ FORMATA LA PIANURA PADANA

Essendo una pianura alluvionale, la pianura Padana si è formata grazie all’accumulo dei detriti frammenti di rocce, ciottoli, ghiaia, sabbia, e limo provenienti dalle montagne e trasportati a valle dallo scorrere del fiume. Come mostrano le figure che seguono, i frammenti rocciosi più pesanti si sono fermati prima e hanno a formato l’alta pianura, che poggia su un substrato (un supporto, un sottosuolo) roccioso permeabile (dove l’acqua filtra, scendendo in basso).

I detriti più piccoli e sottili sono stati trasportati dal fiume più lontano, essendo più leggeri, e si sono depositati a formare la bassa pianura, cioè quella confinante con il mare. Essendo composta da detriti piccolissimi (sabbia, limo e argilla), quest’ultima risulta compatta e non permette all’acqua di infiltrarsi. Per questo motivo, l’acqua penetrata nel suolo dell’alta pianura, riemerge in superficie formando le risorgive.

L’acqua delle risorgive è limpidissima e pura, perché è stata filtrata dal terreno risalendo in superficie. Le risorgive dividono l’alta e la bassa pianura ed alimentano canali di irrigazione.

Grazie a questa disponibilità di acqua, in molti settori della bassa pianura sono diffuse le colture foraggere connesse all’allevamento intensivo di mucche da latte.

L’ITALIA NON E’ SEMPRE STATA COME LA VEDIAMO OGGI.

5 milioni di anni fa buona parte dell’Italia era coperta da un caldo mare tropicale dove nuotavano squali, balene, delfini e pesci di ogni tipo.

Il mare era costellato di isolette coperte da una lussureggiante vegetazione e nei suoi fondali vivevano molluschi, ricci di mare, stelle marine, che oggi troviamo nell’oceano indopacifico.

Si erano formati la Alpi e gli Appennini attraverso gli scontri delle placche continentali.

Fu il Po, insieme con i suoi affluenti, a dare origine alla pianura Padana che come abbiamo detto è una pianura alluvionale. I corsi d’acqua, scendendo dalle montagne, trascinavano con sé enormi quantità di detriti (frammenti di rocce). Questi si depositarono e si accumularono sul fondo del mare, fino a colmare quello che, 5 milioni di anni fa, era un grande golfo del Mare Adriatico.

Il cambiamento del nostro territorio nel corso della storia, è stato influenzato anche dalle glaciazioni che sono avvenute fino a circa 12.000 anni fa. Infatti durante le glaciazioni l’acqua veniva “intrappolata” nei ghiacciai e il livello del mare si abbassava di oltre 100 metri.

Se sposti il cursore nell’immagine sotto riportata, puoi vedere come l’Italia, inizialmente per buona parte sommersa dall’acqua, durante la glaciazione ha visto riemergere territori che in seguito sono tornati ad essere sotto il livello del mare. Guarda come l’Italia appare grande in questa figura. Più grande di come è oggi.

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LA PIANURA PADANA – Video

LA PIANURA PADANA – RISPONDI ALLE DOMANDE

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GLI EGIZI: LA VITA DOPO LA MORTE

Gli egizi credevano nell’aldilà. Erano certi che dopo la morte, ci sarebbe stata un’altra vita. Infatti le tombe dei faraoni contenevano molti oggetti che sarebbero serviti al defunto nella vita ultraterrena. Hai già visto la tomba di Tutankhamon ricchissima di tesori e di oggetti usati quotidianamente dal faraone e quindi utili anche dopo la sua morte. (Leggi l’articolo: L’ARTE EGIZIA).

Gli egizi credevano che l’anima risiedesse nel cuore, centro delle emozioni e della capacità di distinguere il bene dal male.

Per questo motivo, dopo la morte, il cuore degli uomini veniva pesato su una bilancia per stabilire se era puro abbastanza da garantire al morto la vita ultraterrena. Il cuore doveva pesare meno della piuma della dea Maat, altrimenti la morte sarebbe stata definitiva.

Maat era la dea dell’armonia, della giustizia e della verità, raffigurata nell’arte come una giovane donna recante il lungo scettro, simbolo di potere, e la chiave della vita. Comunemente veniva raffigurata con ali fuse alle braccia e una piuma di struzzo sulla testa. Tali immagini sono rintracciabili su molti sarcofagi  come simbolo di protezione per l’anima del defunto, idealmente avvolto dalle ali protettive della dea.

video: GLI EGIZI: LA VITA DOPO LA MORTE


Guarda il video con attenzione e poi rispondi alle domande per verificare che cosa hai imparato.

Rispondi alle domande:

GLI EGIZI: LA VITA DOPO LA MORTE- prima parte


Rispondi alle domande:

GLI EGIZI: LA VITA DOPO LA MORTE – seconda parte

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GLI ANTICHI EGIZI E LE MERAVIGLIE DELL’EGITTO

Le opere italiane che resero eterni i capolavori egizi - IlGiornale.it

CLICCA SULLA SCRITTA PER APRIRE L’IMMAGINE INTERATTIVA. I NUMERI EVIDENZIATI IN BLU SONO INFORMAZIONI DI STORIA. I SIMBOLI ROSSI A FORMA DI LENTE SONO RIFERITI AI SITI ARCHEOLOGICI E CONTENGONO GALLERIE DI FOTO.

TUTTE LE INFORMAZIONI SCRITTE POSSONO ESSERE ASCOLTATE.

FRECCIA ROSSA - Geometra Digitale

GLI EGIZI E LE MERAVIGLIE DELL’EGITTO

 

DI SEGUITO UN APPROFONDIMENTO SULLA PIRAMIDE DI CHEOPE. CONTIENE VIDEO E IMMAGINI.

L’ICONA A FORMA DI LIBRO CONTIENE INFORMAZIONI DI STORIA.freccia-arancione-png-1 | InVoga Comunication

LA PIRAMIDE DI CHEOPE

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GIORNATA DELLA MEMORIA – ALBERT BRUCE SABIN: UN VACCINO COME VENDETTA

Sappiamo bene quanto sia vitale per l’umanità intera trovare un vaccino per il Coronavirus.

Per la Giornata della Memoria voglio ricordare la figura, il lavoro, l’insegnamento e la statura morale di un medico che definire “grande” è solo un eufemismo: Albert Bruce Sabin.

Molti di noi ricorderanno quella zolletta di zucchero un po’ amara che da bambini abbiamo preso incoscienti di quanto contenesse, sì perché conteneva un vaccino contro una terribile malattia virale, la poliomielite, che uccideva o paralizzava migliaia di persone, in particolare bambini: con quella zolletta di zucchero inzuppata di vaccino furono vaccinati centinaia di milioni di bambini in tutto il mondo.

Albert Bruce Sabin nacque nel 1906 a Białystok, in Polonia ed è morto nel 1993 a Washington.

Era ebreo ed emigrò con la sua famiglia negli Stati Uniti.

Non volle brevettare il vaccino, rinunciando così allo sfruttamento commerciale da parte delle industrie farmaceutiche, il prezzo poteva così essere basso e garantire la sua più vasta diffusione nel mondo.

A proposito Sabin dichiarò: “Tanti insistevano che brevettassi il vaccino, ma non ho voluto. È il mio regalo a tutti i bambini del mondo.”.

Durante la seconda guerra mondiale due sue nipotine furono uccise dalle SS, gli venne chiesto se avesse desiderio di vendetta e questa fu la sua risposta:

“Mi hanno ucciso due meravigliose nipotine, ma io ho salvato i bambini di tutta l’Europa. Non la trova una splendida vendetta? Vede, io credo che l’uomo più potente sia quello che riesce a trasformare il nemico in un fratello”.

 

GUARDA QUESTI DUE BELLISSIMI VIDEO SU ALBERT BRUCE SABIN.

Video realizzato da Emmanuele Magli

Albert SABIN – L’uomo che salvò milioni di bambini

Video realizzato da Sara Rattaro

Sara Rattaro • Albert Sabin, cacciatore di sogni

 

Segnalo il libro Il cacciatore di sogni (Mondadori) di Sara Rattaro, racconta ai bambini la storia di Albert Sabin, lo scienziato che salvò il mondo.

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EDUCAZIONE CIVICA – L’EMBLEMA DELLA REPUBBLICA ITALIANA

I simboli della Repubblica Italiana sono:

  • il Tricolore, descritto nell’art. 12 della Costituzione,
  • l’Inno Nazionale, “Il Canto degli Italiani”, noto come “Inno di Mameli “ o “Fratelli d’Italia”, scritto da Goffredo Mameli e musicato da Michele Novaro,
  • l’Emblema,
  • lo Stendardo Presidenziale, è il segno distintivo della presenza del Capo dello Stato e segue il Presidente della Repubblica in tutti i suoi spostamenti,
  • l’Altare della Patria, il Vittoriano, monumento che celebra il Padre della Patria, Vittorio Emanuele II, il primo re d’Italia.

 STUDIAMO L’EMBLEMA DELLA REPUBBLICA ITALIANA. DI SEGUITO UNA LEZIONE CON SCHEDA IN PDF, UN VIDEO, UNA IMMAGINE INTERATTIVA, UN TEST DI VERIFICA.

 CLICCA SUI COLLEGAMENTI.

LEZIONE – L’EMBLEMA DELLA REPUBBLICA ITALIANA

IMMAGINE INTERATTIVA – L’EMBLEMA DELLA REPUBBLICA

VIDEO – L’EMBLEMA DELLA REPUBBLICA

VERIFICA – L’EMBLEMA DELLA REPUBBLICA

PUOI TROVARE TUTTE LE RISORSE SOPRA INDICATE

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SE VUOI VEDERE LA LEZIONE COME PAGINA WEB

CON INSERITE AL SUO INTERNO LE RISORSE CLICCA ⇒ QUI

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L’ALBERO DEI GIUSTI – GIORNATA DELLA MEMORIA

“Chi salva una vita, salva il mondo intero”

Talmud

 

 

 

Clelia Caligiuri (1904 – 1996) è stata un’insegnante. Si tratta della prima donna italiana ad essere insignita del titolo di Giusto tra le Nazioni.

Leggi: CLELIA, LA DONNA CHE SALVÒ SARA

 

 

Tra tanto male che conosciamo compiuto con l’Olocausto, c’è stato anche il bene, il bene compiuto da tante persone di diversa nazionalità, estrazione culturale e ceto sociale, accomunate dal fatto di avere salvato anche una sola vita umana, a rischio della propria, mantenendo per sè quanto fatto, perchè era giusto farlo, queste persone sono i “Giusti tra le nazioni”.

Chi sono i “Giusti tra le nazioni”?

Sono i non-ebrei che hanno compiuto azioni a rischio della propria vita e senza alcun interesse personale per salvare anche un solo ebreo dal genocidio nazista della Shoah.

Il riconoscimento di “Giusto” avviene da parte di una commissione, la persona alla quale viene conferito questo titolo onorifico riceve una medaglia con inciso il suo nome, un certificato d’onore, gli viene conferita la cittadinanza onoraria dello Stato di Israele e il suo nome viene inserito nel Giardino dei Giusti che trova sede nel memoriale dello Yad Vashem di Gerusalemme (vai al sito ufficiale https://www.yadvashem.org/), in passato veniva piantato un albero per ogni Giusto, un albero di carrubo (pianta-simbolo nella cultura ebraica, di crescita lentissima che impiega circa settanta anni per fruttificare, ma poi i suoi frutti arrivano copiosi, simboleggia la solidarietà gratuita, i gesti di solidarietà diventano esempi fecondi per le generazioni future e portano frutti di pace nel mondo), ma lo spazio del Monte della Rimembranza è stato completamente ricoperto di alberi, ora il nome dei Giusti viene inciso sul Muro d’Onore eretto a tale scopo nel perimetro del Memoriale, nel Giardino dei Giusti.

Gli italiani che hanno ricevuto tale riconoscimento sono 714 alla data del 01 gennaio 2019 (vedi elenco), esempio di umanità contro la barbarie.

VIDEO – I GIUSTI ITALIANI

 

IMMAGINE INTERATTIVA

L’ALBERO DEI GIUSTI ITALIANI

Gariwo: la foresta dei Giusti

Visita il sito GARIWO – LA FORESTA DEI GIUSTI

Gariwo è una organizzazione che opera per far conoscere i Giusti, nel sito vai nella sezione EDUCAZIONE, troverai PERCORSI DIDATTICI , APPROFONDIMENTI e tanto altro.

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EDUCAZIONE CIVICA – LA COSTITUZIONE

Il 26 gennaio 1955 Piero Calamandrei, uno dei padri della nostra Costituzione, tenne a Milano un discorso in occasione dell’inaugurazione di un ciclo di conferenze sulla Costituzione italiana organizzato da un gruppo di studenti per illustrare in modo accessibile a tutti i principi morali e giuridici che fondano il nostro Stato.

In un passo del discorso Calamandrei spiega:

“L’art. 34 dice: ‘I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi’. Eh! E se non hanno i mezzi? Allora nella nostra costituzione c’è un articolo che è il più importante di tutta la costituzione, il più impegnativo per noi che siamo al declinare, ma soprattutto per voi giovani che avete l’avvenire davanti a voi.

Dice così: ‘E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese’.

E’ compito di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana: quindi dare lavoro a tutti, dare una giusta retribuzione a tutti, dare una scuola a tutti, dare a tutti gli uomini dignità di uomo. Soltanto quando questo sarà raggiunto, si potrà veramente dire che la formula contenuta nell’art. primo – ‘L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro’ – corrisponderà alla realtà. …”.

Ascoltiamo in questo video il

Discorso sulla Costituzione di Piero Calamandrei – 26 gennaio 1955

Il 05 settembre 2019 entrerà in vigore la Legge 20 agosto 2019 n° 92 “Introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione civica” (clicca e leggi) pubblicata nella G.U. Serie generale n° 195 del 21 agosto 2019.

Leggi il “Dossier del Servizio Studi del Senato sugli AA.SS. nn. 1264, 233, 303, 610, 796, 863 e 1031 in materia di insegnamento scolastico dell’educazione civica” (clicca e leggi) per ripercorrere il quadro storico normativo sull’argomento e il contenuto dei diversi disegni di legge che si sono succeduti nel tempo.

Leggi anche del Servizio Studi del Senato la nota breve di commento “A.S. n. 1264 – Insegnamento scolastico dell’educazione civica” (clicca e leggi) sul disegno di legge n° 1264 approvato dal Parlamento, che ha assorbito gli ulteriori disegni di legge nn. 233, 303, 610, 796, 863 e 1031 e che ha determinato la promulgazione della L. 92/19.

L’articolo 1, nell’enunciare i principi, sancisce innanzitutto che l’educazione civica contribuisce a formare cittadini responsabili e attivi e a promuovere la partecipazione piena e consapevole alla vita civica, culturale e sociale delle comunità, nel rispetto delle regole, dei diritti e dei doveri. Inoltre, stabilisce che l’educazione civica declina nelle istituzioni scolastiche la conoscenza della Costituzione italiana e delle istituzioni dell’Unione europea, anche al fine di promuovere i principi di legalità, cittadinanza attiva e digitale, sostenibilità ambientale, diritto alla salute e al benessere della persona.Con questa legge è prevista l’introduzione dell’insegnamento trasversale dell’educazione civica nel primo e nel secondo ciclo di istruzione e l’avvio di iniziative di sensibilizzazione alla cittadinanza responsabile nella scuola dell’infanzia.

L’articolo 4 pone la conoscenza della Costituzione italiana (clicca e scarica) a base dell’insegnamento dell’educazione civica sia nella scuola dell’infanzia e del primo ciclo, sia in quella del secondo ciclo, per sviluppare competenze ispirate ai valori della responsabilità, della legalità, della partecipazione e della solidarietà.

Di seguito materiale per bambini e ragazzi utile per lo studio e l’insegnamento della Costituzione:

La Costituzione italiana e i suoi nuclei concettuali – Regione Emilia Romagna

COSTITUZIONE ITALIANA ILLUSTRATA A FUMETTI

Geronimo Stilton e la Costituzione italiana raccontata ai ragazzi

Una partita per la Costituzione – Regione Umbria

Incontro con la Costituzione – Senato della Repubblica

La Costituzione spiegata ai bambini – Lezione di Pietro Ichino

Il quaderno della Costituzione – Presidenza della Repubblica

I principi fondamentali della Costituzione – Istituto Comprensivo di Castellarano (RE)

Segnalo altresì:

LA NASCITA DELLA COSTITUZIONE – Le discussioni in Assemblea Costituente a commento degli articoli della Costituzione , importante documento storico del percorso di approvazione della Costituzione

La Costituzione Italiana Commentata – Mondadori Education , la Costituzione on-line commentata per articolo.

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LE FONTI STORICHE

LE FONTI STORICHE

Come fai a dire che quello che trovi scritto sui libri di storia è realmente accaduto, visto che non c’eri e non l’hai visto accadere? Lo puoi affermare perché esistono gli storici, che hanno come scopo proprio quello di ricostruire i fatti e i cambiamenti avvenuti nella vita dell’uomo in passato servendosi dello studio di alcune tracce.

Allo stesso modo tu non sapresti dire com’eri a sei mesi di età. Per saperlo hai bisogno di chiederlo a qualcuno, oppure di ricorrere ad altre fonti come foto, video. Quello che devi fare è appunto andare alla ricerca di tracce che ti permettano di conoscere il tuo passato.  Queste tracce si chiamano fonti e possono essere scritte, orali, materiali e visive.

Le fonti scritte sono tutte quelle che riguardano la scrittura. Per conoscere la tua storia personale potrebbero essere utili certificati e qualunque altro tipo di informazione scritta che ti riguarda. Ci sono alcuni dati registrati nei comuni di residenza: nel comune dove abiti puoi chiedere il tuo certificato di nascita, che indica il giorno in cui sei nato e dove. Altre informazioni potrebbero essere scritte su album di famiglia come per esempio il tuo peso e la tua lunghezza il giorno in cui sei nato. E quando sarai adulto, potrai ricordare esperienze e sentimenti del passato rileggendo i testi della scuola primaria o della scuola media.

La stessa cosa che vale per te, vale anche per le più antiche civiltà della storia: conosciamo i Sumeri, gli antichi Egizi e le altre grandi civiltà del passato anche perché abbiamo trovato documenti scritti appartenenti ad esse. Così, dopo millenni, possiamo sapere cosa pensavano e come vivevano quegli uomini. Risultati immagini per scritti egizi

Qui a fianco puoi vedere un manoscritto di medicina dell’antico Egitto. Attraverso documenti come questo noi sappiamo che gli Egizi erano esperti in campo medico e che esisteva persino uno specialista per ogni tipo di malattia.  La scrittura ci ha consegnato tutte le grandi opere letterarie attraverso le quali gli esseri umani hanno potuto esprimere nel tempo sentimenti, credenze e pensieri. 

Le  fonti materiali sono opere e oggetti realizzati dall’uomo come edifici, gioielli, strade, ma anche resti di animali e vegetali, scheletri e così via. Come gli altri tipi di fonte, anche questo permette di fare un salto nel passato e forse di suscitare anche una certa nostalgia! Pensa per esempio che sensazione può dare entrare da adulti in una soffitta piena di giocattoli e di oggetti costruiti quando si era bambini. 

Tra le fonti materiali ci sono i fossili che testimoniano com’era la vita sulla Terra milioni di anni fa. Di sicuro conosci i dinosauri eppure non ne hai visto nemmeno uno! Come mai? La risposta è semplice: alcune fonti materiali ti hanno permesso di vedere come erano fatti animali vissuti in epoche lontanissime, quando ancora l’uomo non era comparso sulla Terra. La forma dei denti è un chiaro indizio di quello che mangiavano, gli scheletri mostrano i loro punti di forza. Il posto in cui sono stati ritrovati fa capire che tante cose sono cambiate nel mondo prima che nascessero gli uomini.

Un altro tipo di fonte materiale è costituito dai vestiti: visitando mostre di abiti si capiscono molte cose della società e delle persone alla quali sono appartenuti, oltre alla evoluzione dei gusti estetici e della moda.

Quante cose puoi imparare osservando santuari, castelli, ville, terme, come pure anfiteatri, tombe e basiliche? Sicuramente hai sentito parlare delle piramidi, del Colosseo, o di altri monumenti famosissimi.

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Le fonti visive riguardano le immagini e sono il mezzo più facile e veloce per capire fatti avvenuti nel passato. Oggi tutti possono fare video con tablet e cellulari e produrre in questo modo fonti che testimoniano esattamente come sono avvenuti i fatti registrati. Per avvenimenti più lontani nel tempo sono disponibili foto e filmati fatti con attrezzature meno moderne, ma non per questo meno preziose. Pensa quale meravigliosa fonte di conoscenza possono essere le prime fotografie scattate verso la metà dell’ottocento, come quella qui sotto, che rappresenta la città di Costantinopoli ed è stata stampata nel 1876. 

Prima di allora le uniche immagini di persone, cose e paesaggi erano affidate alla pittura. Osserva per esempio l’immagine qui sotto: si tratta di un dipinto di Piero della Francesca intitolato “La città ideale” e prodotto circa nel 1470.

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Attraverso la pittura l’uomo ha potuto esprimersi e nel lunghissimo percorso artistico che dalla preistoria conduce fino ai nostri giorni ha dato prova dei grandi mutamenti che sono intervenuti nei suoi pensieri e nel suo modo di rappresentarli. 

Adesso guarda le grotte affrescate dagli uomini primitivi, ci sono immagini che permettono di fare un salto di 18.000 anni nel passato!

Le fonti orali sono tutte le conoscenze del passato derivate da racconti, canti, memorie autobiografiche e riflessioni tramandati a voce. I tuoi nonni possono fornire fonti orali su importanti vicende storiche come le guerre del passato, o anche informazioni su com’era la vita ai loro tempi. Di sicuro noterai che molte cose sono cambiate radicalmente ed altre sono rimaste più o meno le stesse.

Anche gli storici si pongono una serie di domande per scoprire che cosa è accaduto in passato e come vivevano, che cosa pensavano e come si organizzavano gli uomini, le donne e i bambini vissuti in epoche diverse della storia. Per ricostruire un quadro di civiltà si tengono presenti il luogo e il tempo in cui la civiltà è sorta, le attività praticate, le caratteristiche della società, gli aspetti religiosi, le conoscenze possedute. Tutto questo si può comprendere grazie allo studio delle fonti di cui abbiamo parlato finora.

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GIORNO DELLA MEMORIA – FOSSOLI, ANTICAMERA DELLO STERMINIO

IL TRAMONTO DI FOSSOLI

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«Io so cosa vuol dire non tornare. 
A traverso il filo spinato 
Ho visto il sole scendere e morire; 
Ho sentito lacerarmi la carne 
Le parole del vecchio poeta: 
«Possono i soli cadere e tornare: 
A noi, quando la breve luce è spenta, 
Una notte infinita è da dormire».

Primo Levi, 7 febbraio 1946

LEGGI:
IL CAMPO DI FOSSOLI NELL’ESPERIENZA E NEGLI SCRITTI DI PRIMO LEVI.

GUARDA IL VIDEO:

FOSSOLI, IL LAGER DEGLI INGANNI E LA PIETA’ DI INDRO MONTANELLI

A pochi chilometri da Modena, Fossoli è il campo di concentramento dal quale partirono, nel 1944, i convogli piombati di migliaia di ebrei italiani diretti verso Auschwitz. Vi si apre “Se questo è un uomo”  di Primo Levi. La Shoah italiana condusse nei campi di concentramento oltre 8000 ebrei. Fu nell’estate del 1938 che anche gli ebrei italiani vennero dichiarati “razza inferiore”, in un manifesto di scienziati apparso sui giornali. Seguì il censimento della popolazione di “razza ebraica” e il varo nell’autunno delle leggi razziali, che escludevano gli ebrei dagli impieghi pubblici, dall’esercito, dai pubblici impieghi, ne limitavano l’esercizio delle professioni, controllavano le proprietà, espellevano i docenti e gli studenti ebrei dalle scuole pubbliche, segregavano il gruppo ebraico nella società italiana. La svolta genocida sarebbe avvenuta cinque anni più tardi, nel 1943, con l’occupazione tedesca e la rinascita del fascismo mussoliniano nella Repubblica sociale italiana. Come altrove nel continente europeo, la persecuzione degli ebrei italiani, il loro arresto, imprigionamento, deportazione, depredazione si svolsero con l’ausilio dei corpi di polizia, con la partecipazione di volontari del partito fascista, e molto spesso grazie alla delazione da parte di concittadini italiani. Intere famiglie venivano prelevate nottetempo nelle loro abitazioni, condotte alle stazioni di polizia, poi in prigioni provvisorie o carceri per alcuni giorni. Infine, uomini, donne e bambini venivano trasferiti nel campo di Fossoli. “Se questo è un uomo” è lo straordinario racconto autobiografico che narra la deportazione di Primo levi ad Auschwitz, dove egli giunse nel 1944, dopo essere stato internato a Fossoli. Di Aushwitz e della varia umanità di deportati provenienti da tutta Europa che facevano del campo di sterminio una torre di Babele, Levi fu un frammento, quel che il lessico nazista chiamava “un pezzo” per indicare il singolo prigioniero. Vittima e testimone dell’inesauribile tipologia di sofferenze che solo gli uomini sono in grado di  infliggere sui propri simili.